30 aprile 2017
Aggiornato 22:00
L'anniversario

Europa unita e ricerca, una storia comune celebrata a Roma

Nasce da questa convinzione la scelta del CNR di celebrare contestualmente i 60 anni dei Trattati di Roma e i 10 anni di attività dell'European Research Council con un evento che ha visto, tra gli altri, gli interventi del presidente del Cnr Massimo Inguscio e del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

ROMA - Se la ricerca ha assunto un ruolo di primaria importanza nella creazione di un'Europa unita, l'Unione europea, dal canto suo, ha consentito negli ultimi 60 anni lo sviluppo di una ricerca di eccellenza a matrice europea. Nasce da questa convinzione la scelta del Cnr di celebrare contestualmente i 60 anni dei Trattati di Roma e i 10 anni di attività dell'European Research Council con un evento che ha visto, tra gli altri, gli interventi del presidente del Cnr Massimo Inguscio, del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, del presidente dell'European Research Council Jean Pierre Bourguignon.

Ricerca ed Europa, un binomio riuscito come ha sottolineato il presidente del Cnr Inguscio: «Nel mondo scientifico, nella ricerca si è abbondantemente realizzato il sogno europeo di 60 anni fa. Oggi noi celebriamo questo, cioè il fatto che la scienza dovrebbe insegnare molto al resto dell'Europa. Ma celebriamo anche i 10 anni dell'avventura dell'European Research Council che si dedica ai finanziamenti delle idee, del singolo ricercatore con possibili idee che portino a nuove scoperte»,

Finanziamenti di cui, ha sottolineato Inguscio, ha beneficiato in misura consistente anche il Cnr: «Il Cnr con progetti che vengono dall'Europa quasi raddoppia il suo bilancio e questo ci consente di fare ricerca ad altissimi livelli. Non solo. Abbiamo nell'ente il più grande numero di vincitori di Grants dell'Erc».

Un successo, quello dell'Erc, che ha varcato i confini dell'Europa, come ha sottolineato il suo presidente Jean Pierre Bourguignon: «L'European Research Council è un programma dell'Ue di grande successo, che in 10 anni è diventato un riferimento nel mondo per la qualità delle selezioni. La sfida che abbiamo davanti è innalzare ancora di più questo livello».

Puntare sulla ricerca, ha osservato il presidente del Parlamento europeo Tajani, vuol dire investire per rendere l'Europa sempre più competitiva nella sfida globale, destinando al settore risorse importanti: «Horizon 2020 nel programma finanziario 2014-2020 ha messo 77 miliardi di euro in innovazione e ricerca, più del passato. E credo che si debba continuare in questa direzione anche con le prossime prospettive finanziarie, dal 2020 al 2027».

Risorse che, ha aggiunto, non vanno considerate una spesa, ma un investimento: «E' investimento tutto quello che noi facciamo per crescere, per migliorare, per essere più competitivi, per combattere contro il cambiamento climatico, per far vivere meglio i nostri concittadini, per combattere la povertà nel mondo. Pensate quanto si può fare grazie ai satelliti, che sono frutto della ricerca. Non è soltanto una questione di benessere - ha concluso Tajani - ma anche di aiuto agli altri. Quando si parlava di diplomazia scientifica significa poter competere ma anche poter aiutare gli altri».