28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
«Wildcard», un progetto sviluppato dal Politecnico di Milano

Occhiali «magici» per bimbi disabili, la nuova terapia con la realtà virtuale

Un mondo in cui i bambini vivono e interagiscono con le storie raccontate mentre i terapeuti monitorano tutto grazie ad una chiavetta che proietta quello che passa nel visore su un secondo schermo esterno.

MILANO - Degli «occhiali magici» che permettono ai bambini con disabilità intellettive di migliorare le proprie capacità. In realtà di magico c'è ben poco, è tutto merito degli studi e dell'intuizione di alcuni ricercatori del Politecnico di Milano che hanno inventato «Wildcard», un sistema che grazie alla realtà virtuale permette ai bambini di immergersi completamente nelle storie raccontate dai loro terapisti durante la riabilitazione. Daniele Occhiuto è il ricercatore Polimi che ha sviluppato Wildcard.
«Il suo funzionamento è molto semplice: un telefono su cui viene installata un'applicazione e un visore per la realtà virtuale, questi 3 elementi sono sufficienti a garantire una esperienza immersiva e personalizzabile. Inserendo il telefono dentro il il visore è possibile aver un panorama a 360 gradi che si può esplorare semplicemente muovendo la testa».

I primi risultati sono incoraggianti
Un mondo in cui i bambini vivono e interagiscono con le storie raccontate mentre i terapeuti monitorano tutto grazie ad una chiavetta che proietta quello che passa nel visore su un secondo schermo esterno. I primi risultati sono incoraggianti. Mirko Gelsomini, Ricercatore Politecnico-MIT: «Le ultime ricerche che abbiamo fatto dimostrano che wildcard puiò migliorare attenzione e concentrazione dei bambini con disabilità e in qualche modo supportare i terapisti e gli educatori utilizzando questo strumento».
Il prossimo passo sarà cercare di capire quanto i bimbi potranno traslare queste nuove capacità acquisite nella realtà, ad esempio migliorando la capacità di leggere un libro. Il sistema è stato sviluppato dal gruppo I3Lab - Innovative Interactive Interfaces presso il Laboratorio HOC del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano e fa parte di un progetto più ampio per la creazione di tecnologie e attività per i bambini disabili. Ne è un esempio questo delfino che aiuta lo sviluppo di capacità di interazione sociale e affettive e sarà usato in un centro teraupeutico, un delfinario, in Olanda.