28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
music and tech

Remidi T8, il guanto tech per produrre musica

Il guanto è associato a un braccialetto in grado di rilevare il movimento della mano nello spazio e quindi di creare delle sonorità o andare a modulare o distorcere delle sonorità soltanto attraverso il movimento della mano

TORINO - «Vogliamo portare la music creation a chiunque nel mondo». Una vision chiara e precisa quella del team di Remidi, la startup che ha letteralmente «sbancato» la campagna di crowdfunding su Kickstarter raggiungendo i 140mila dollari in un mese con più di 650 backers coinvolti. Il segreto sta in un guanto intelligente, Remidi T8, che trasforma letteralmente la nostra mano in un vero e proprio strumento musicale.

Un guanto tech per produrre musica
«Si tratta di un mini controller - ci racconta Alberto Forneris COO di Remidi -. E’ pensato sia per chi si approccia per la prima volta alla musica, ma anche per dj e produttori di tutto il mondo per aumentare la fisicità dei loro show, per dare loro la possibilità di aumentare la teatralità e la dinamicità della loro performance». Il guanto tech è, infatti, costituito da 8 sensori di pressione (sui polpastrelli e sul palmo): questi rilevano qualunque pressione esercitata su qualunque superficie e lavorano in associazione con un bracciale dove c’è un’elettronica dedicata che permette di rilevare il movimento della mano nello spazio e quindi di creare delle sonorità o andare a modulare o distorcere delle sonorità soltanto attraverso il movimento della mano. «Tutto questo viene poi associato all’applicazione da noi realizzata, ma può allo stesso modo essere integrato ai normali software di produzione musicale tradizionali utilizzati dai dj in tutto il mondo», continua Alberto.

Da Torino al sogno americano
Una storia che profuma di sogno quella di Remidi nata dall’idea del CEO Andrea Baldereschi, dj del panorama torinese e nazionale, che - come ci racconta Alberto - ha pensato a come migliorare la sua performance, inventandosi ex novo uno strumento altamente tecnologico tutto suo. Dall’idea sviluppata insieme ad Andrea Bulgarelli, CINO di Remidi, al programma di accelerazione a Lisbona per poi volare in Texas selezionati da uno dei programmi di accelerazione più importanti del mondo TechStarts al quale hanno partecipato ingrandendo il team e chiamando «alle armi» anche due ingegneri torinesi, Marco Casolati, CMO di Remidi e, appunto, Alberto Forneris, e Mark Demay (CTO), profondo conoscitore del mercato musicale statunitense. La startup ha iniziato così il suo sogno a stelle e strisce, con il contributo anche del SPM Jeff Cooper, raggiungendo 140mila dollari in pochissimo tempo su Kickstarter: «Il prodotto sarà distribuito ai nostri backers tra settembre e ottobre - conclude Alberto -. Siamo felicissimi perché ci hanno supportato da tutto il mondo e questa idea, da un sogno, si sta trasformando in realtà».