30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
Seeds&chips

Cos'è la pancetta di mare (fatta di alghe): il cibo del futuro

Tra gli stand di Seeds&Chips, l’evento dedicato alla food innovation che si sta svolgendo in questi giorni a Milano ci siamo imbattuti in una startup che, munita di fornelli portatili, ci ha fatto assaggiare un piatto di tagliatelle fatte di alga e pancetta di mare

Pancetta di mare (© Diario Innovazione)

MILANO - Sono croccanti e saporite. Si possono gustare come fossero patatine o snack durante un aperitivo e la forma a listarelle della pancetta ce l'hanno davvero. Possono anche trasformarsi in pasta, condita con un ottimo pesto genovese o con un sugo alla Bolognese. Un nuovo modo di pensare il cibo, partendo dalle alghe. Tra gli stand di Seed&Chips, l’evento dedicato alla food innovation che si sta svolgendo in questi giorni a Milano, oltre a serre per la coltivazione idroponica di altissima tecnologia e strumenti per l’agricoltura di precisione, ti puoi anche imbattere in una startup che, munita di fornelli portatili, ti fa assaggiare un piatto di tagliatelle fatte di alga. Una delizia, devo ammetterlo. E una scoperta. Oltre alle tagliatelle, Willem Sodderland, founder della startup - che si chiama Seamore - mi fa assaggiare delle gustosissime crocchette, come fossero bacon, anzi pancetta di mare, come mi suggerisce di chiamarla lui. Geniale.

Tagliatelle e pancetta di mare
L’obiettivo di Willem? Portare sulle nostre tavole un miliardo di porzioni di alghe prima del 2030. Perchè mangiamo troppo carboidrati e soluzioni come le tagliatelle di mare costituiscono un’ottima alternativa alla solita pasta. E sicuramente sono meglio del bacon (quello vero). E sì, per noi italiani che amiamo tanto il Made in Italy e la dieta mediterranea, può essere un po’ complesso da accettare. Ma vi assicuro che il gusto è ottimo e ne vale la pena. E’ un cibo sano e, soprattutto, sostenibile, che di questi tempi è piuttosto importante. Anche se in passato abbiamo fatto man bassa di fast food e ‘cibo spazzatura’, finalmente i trend stanno cambiando. E qui, a Seeds&Chips, si nota. Perchè è un pullulare di startup, per la maggior parte composte di giovani ragazzi, che sulla sostenibilità e il nutraceutico hanno puntato anche il loro futuro, oltre che al nostro. Seguendo i trend di quei Millennials che oggi sono molto più attenti alla qualità e alla sostenibilità di quanto non lo fossero in passato. I nativi digitali spendono di più in cibo – la spesa annua negli USA è di 1,4 trilioni di dollari – ma sono anche più informati su ciò che mangiano.

Alghe che sembrano pasta
Tornando alle tagliatelle fatte di alghe, vi assicuro che sembra pasta davvero. E come l’ho pensato io anche Willen mi confida di averlo creduto sin dal primo momento: «Quando ho mangiato Himanthalia (una specie d’alga, appunto) ho pensato davvero che fosse pasta. Quando invece ho scoperto che si tratta di un’alga sono rimasto di sasso e mi sono chiesto: cosa succederebbe se sostituissimo metà della pasta del mondo con questo vegetale? Ora, sapendo che esistono 10mila specie crediamo davvero che i nostri studi e i nostri prodotti possano aiutare a cambiare il mondo». Di fatto l’Himanthalia è un alimento davvero eccezionale. E’ una fonte straordinaria di potassio, ne contiene circa il 10% del peso secco. Fonte di vitamina C, comprabile a quello del prezzemolo, ribes nero e peperoni. E’ adatta per chi fa sport poichè grazie ai sali minerali di cui è composta riequilibra l’acidosi metabolica alterata dallo sforzo fisico prolungato. Possiede una azione tamponante nei confronti dell’acidosi metabolica indotta da intense attività sportive, ed aumenta la riserva alcalina nel sangue.

Ci piacerà mangiare alghe
Ma la cosa più importante è che tagliatelle e pancetta di mare (solo per citarne alcuni) sono cibi sostenibili. Coltivare alghe, infatti, non causa inquinamento. E richiede molta meno acqua ed energia per chilogrammo di proteine di qualsiasi altro cibo. Questi vegetali usano un terzo dell’acqua impiegata dalla soia e un cinquantesimo dell’acqua necessaria per le proteine del manzo. E poi, malgrado le supposizioni, a noi italiani mangiare alghe piace più di molti altri Paesi. Secondo un’indagine Doxa organizzata da Coop, ben l’82 per cento del campione degli intervistati italiani si è espresso favorevolmente a provare in futuro alghe. Più del cibo in pillole (70 per cento), cibo prodotto in laboratorio (67 per cento), cibo stampato in 3D (63 per cento), carne sintetica (49 per cento) e insetti (44 per cento).  E poi pancetta di mare suona bene, no?