28 maggio 2017
Aggiornato 20:00
il 19 maggio

Le 12 startup finaliste del premio Italian Master Startup Award di Palermo

L'Italian Master Startup Award è l'unico premio su base nazionale che va a riconoscere gli effettivi risultati conseguiti dalle startup nate in ambito accademico nei loro primi anni di vita

Le 12 startup finaliste del premio Italian Master Startup Award di Palermo (© )

PALERMO - Non solo biomed e ICT: a contendersi l’11° edizione dell’Italian Master Startup Award, che si svolgerà a Palermo il 19 maggio, saranno 12 startup che si sviluppano all’interno dei settori più disparati, dal green-tech alla cosmetica, dal tessile alla consulenza aziendale, dall’edilizia all’ingegneria ferroviaria. Nella cornice di una delle città più belle d’Italia, queste startup si contenderanno il premio più atteso dal mondo delle giovani imprese hi-tech generate dalla ricerca accademica, promosso da PNICube, Associazione Italiana degli Incubatori Universitari e delle Business Plan Competition accademiche, e organizzato quest’anno in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e il suo incubatore Arca, con il patrocinio del Comune di Palermo, dell’Ambasciata di Francia e del Department of International Trade dell’Ambasciata britannica, e la sponsorizzazione di Unicredit StartLab e growITup.

L’importanza della ricerca universitaria
Si tratta dell’unico premio su base nazionale che va a riconoscere gli effettivi risultati conseguiti dalle startup nate in ambito accademico nei loro primi anni di vita. L’evento di premiazione sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute delle startup innovative italiane e sul ruolo importante che hanno i poli universitari e di ricerca i quali restano sempre un po’ in disparte quando si parla di Open Innovation e di mercato effettivo. Uno dei problemi principali del nostro paese è relativo al fatto che la ricerca rimane confinata all’interno dei poli universitari. E tutt’al più si espande all’estero, dove i nostri ricercatori italiani collezionano successi a profusione. Questo è tanto più degno di nota se si considera che in Italia la spesa nell’istruzione terziaria vale solo lo 0,9% del Pil, nettamente al di sotto della media Ue (1,4%). Anche in quanto a ricerca e sviluppo non ce la passiamo bene: lo 0,5% del Pil per la ricerca pubblica (contro lo 0,6 della media Ue) e lo 0,7% per la ricerca privata (contro l’1,2 Ue). Una sorta di paradosso italiano. E vien da dire: se già siamo bravi così figuriamoci come potremmo essere se avessimo più fondi.

Le startup finaliste
Premi come l’Italian Master Startup Award sono importanti per fissare la lente d’ingrandimento sulle startup che nascono dalle università e che possono trovare ulteriore valore aggiunto proprio nell’aziende esterne. Il team vincitore si porterà a casa, oltre a un premio di 5.000 euro, anche la realizzazione di un video professionale sulle proprie attività grazie al contributo di Mosaicoon Spa. Le finaliste sono:

1. Atlantech (spin-off Università di Verona) – ha realizzato un dispositivo innovativo per posare pali di illuminazione, con benefici economici, ambientali e sociali, grazie a una soluzione in acciaio, riutilizzabile e completamente riciclabile a fine vita.

2. Greenrail (PoliHub – Politecnico di Milano) – produttrice della prima traversa sostenibile composita (anima in calcestruzzo precompresso rivestita da composto proveniente da plastica riciclata e gomma di pneumatici fuori uso) che, grazie alla sua composizione, riduce impatto acustico, vibrazioni e costi di manutenzione.

3. H-opera (spin-off Università di Salerno) – fornisce soluzioni innovative di ausilio alla chirurgia, al planning operatorio e all'Health-care in genere, con focus prevalentemente sulla chirurgia spinale, sull'artrodesi peduncolare e sulla ricostruzione biofedele di tutte le strutture ossee, con altissima precisione.

4. In.sight (spin-off Università di Palermo) – sviluppa sistemi di navigazione con realtà aumentata, a basso costo e poco invasivi sull’ambiente, di ausilio anche per persone anziane, ipovedenti o non vedenti.

5. Laborplay (spin-off Università di Firenze) – ha sviluppato un servizio informatico di gaming che consente all’utente di ricavare un CV dinamico delle proprie soft skills a partire dalla condivisione dei punteggi di gioco e alle Aziende, nel contempo, di ottenere graduatorie di candidati in funzione del «job match».

6. Mediamente Consulting (I3P – Politecnico di Torino) - fornisce alle aziende un’infrastruttura tecnologica di Business Analytics in grado di fornire in poche settimane informazioni utili alle decisioni strategiche di business.

7. Lanieri (I3P – Politecnico di Torino) - primo e-commerce 100% Made in Italy dedicato all’abbigliamento maschile con un servizio su misura interamente online che sfrutta una piattaforma omni-channel e un innovativo algoritmo per l’analisi delle misure anatomiche.

8. NITe, Natural Intelligent Technologies (spin-off Università di Salerno) – PMI innovativa che fornisce tecnologie software innovative e competenze avanzate nel settore ICT dell’Intelligenza Artificiale e Pattern Recognition per l’elaborazione automatica di documenti digitali, in special modo quelli manoscritti.

9. Sixth Sense (spin-off Scuola Superiore Sant’Anna Pisa) – attiva in ambito Big Data Analytics, Data Visualization, Digital Development e Business Intelligence, opera attraverso partner di sviluppo commerciale con clienti internazionali.

10. SLH (I3P – Politecnico di Torino) – ha realizzato un impianto fisico-chimico in grado di processare sottoprodotti biologici di origine animale e vegetale per produrre biocombustibile, utilizzabile come fonte di alimentazione per motori cogenerativi e caldaie, nonché per la produzione di biodiesel.

11. Sostanze Naturali di Sardegna (Università di Sassari) – realtà produttiva che realizza cosmetici e saponi artigianali sull’Isola di Asinara, secondo ricette originali, utilizzando solo piante spontanee ed estratti provenienti dallo sfalcio della pulizia dei sentieri del Parco Nazionale e prodotti locali, come il latte d’asina.

12. Stem Sel (spin-off AlmaCube – Università di Bologna) - si basa sulla produzione di una strumentazione per la selezione di cellule staminali umane da tessuti adulti «di scarto» per applicazioni in Medicina Rigenerativa (ricostruzione di tessuti e organi).