27 maggio 2017
Aggiornato 00:30
il 22 aprile

Oggi è la Giornata della Terra, come la tecnologia può salvare il pianeta

Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, 24 ore in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia

Giornata della Terra, come la tecnologia può salvare il pianeta (© Adobe Stock)

ROMA - L’ambiente è una cosa seria. La Terra è la casa in cui viviamo, che, generosamente, ospita i nostri passi, sempre più numerosi. Secondo le Nazioni Unite, entro il 2050, la popolazione mondiale passerà dagli attuali 7 ai 9,7 miliardi, circa 2,5 miliardi di persone in più, che popoleranno la Terra. E dovranno, in ogni caso, prendersi cura di essa. E per sensibilizzare a un approccio più sostenibile nei confronti della nostra casa, il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra, 24 ore in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. I problemi da affrontare sono molti: l’innovazione e la tecnologia stanno facendo passi da gigante in questa direzione. A questo proposito Bill Gates, insieme ad alcune delle persone più ricche del mondo, ha lanciato un fondo (1 miliardo di dollari) per investire in soluzioni guidate dalla tecnologia. Essa riunirà i governi e le istituzioni di ricerca e gli investitori miliardari che cercheranno di limitare il cambiamento climatico.

I cambiamenti climatici
Uno dei problemi più importanti riguarda il cambiamento climatico. Le frasi effetto serra, innalzamento dei mari, scioglimento delle calotte polari e desertificazione da tempo risuonano nella nostra testa, bombardano le discussioni in classe o i temi trattati durante numerose conferenze. Ciò che non sappiamo, però, è che il ritmo del cambiamento climatico sta subendo un’impennata allarmante. Oggi la Terra è già di un grado centigrado più calda rispetto all'inizio del ventesimo secolo. Siamo a metà strada verso il raggiungimento della soglia critica dei 2 gradi e i piani nazionali contro il cambiamento climatico adottati finora potrebbero non essere sufficienti.

I trasporti
I trasporti rappresentano il 23% delle emissioni di CO2 legate all'energia a livello mondiale. Ma la domanda di trasporto è solo destinata ad aumentare. Di metodi alternativi ne abbiamo già trovati: dai veicoli elettrici al car sharing, ma per farlo su larga scala abbiamo bisogno di batterie e una tecnologia di ricarica decisamente più efficienti. I ricercatori dell'Università del Surrey dicono di aver fatto una scoperta scientifica in questo senso. Dicono che hanno scoperto nuovi materiali che offrono un'alternativa alla batteria, dimostrando che essi sono 1.000-10.000 volte più potenti. «Questa nuova tecnologia - dicono dall’Università - permette di coprire distanze come le auto a benzina, senza fermarsi per le ricariche».

L’industria del cibo
Circa un quarto di tutte le emissioni globali provengono dall’alimentazione di 7 miliardi di persone, e parte di questo arriva dal consumo di carne. «Non c’è modo di produrre abbastanza carne per 9 miliardi di persone», ha detto Bill Gates in un post del blog 2013. Una delle alternative è quello di avviare la produzione di carne coltivata in laboratorio e per la produzione di sostituti della carne che possano avere lo stesso gusto e produrre le stesse sensazioni. Anche se può sembrare fantascienza, sono molte le aziende che stanno investendo in questo senso. Proprio una società sostenuta da Bill Gates ha creato il primo hamburger di carne al mondo basato interamente da proteine vegetali che si trovano per lo più nei piselli.

Il problema della plastica
Un problema che diamo per scontato, ma che esiste ed è ancora grave, nonostante negli ultimi anni la scienza e la tecnologia abbia portato alla realizzazione di nuovi materiali alternativi ed ecosostenibili. L'inquinamento da PET, infatti, a livello globale è molto sentito. Si stima che negli oceani finiscano 8 milioni di tonnellate di plastica all’anno, pari a un camion ogni minuto. Dal 1964 ad oggi la produzione di plastica è aumentata di 20 volte e entro il 2050 quadruplicherà ulteriormente. L’ultima soluzione presentata si chiama Ooho. Si tratta di una ‘bolla’ piena di acqua (o altro liquido), commestibile, che può essere facilmente ingerita in un sol boccone. E’ costituita da una doppia membrana gelatinosa e si appresta a essere la bottiglia del futuro. Di fatto è limitata a situazioni piuttosto tranquille poiché impensabile che possa essere trasportata in bancali senza rompersi. Tuttavia può rappresentare il primo passo verso l’eliminazione delle classiche bottiglie di plastica che vengono abbandonate in ogni dove.