30 aprile 2017
Aggiornato 22:30
a seeds&chips

3bee, l'alveare hi-tech che salva le api

Si tratta di un dispositivo elettronico grande come un cellulare che si applica all’alveare ed è in grado di rilevare lo stato di salute delle api, attraverso un sistema di sensori che misurano l'umidità, i suoni e i composti volatili

3bee, l'alveare hi-tech che salva le api (© 3bee)

COMO - Un vero e proprio alveare hi-tech capace di valutare lo stato di salute delle api, i loro bisogni e le condizioni in cui vivono, per salvaguardarle e, di fatto, garantire la loro sopravvivenza. Un progetto che parte dall’amore per la natura, per gli animali e per l’ambiente e che unisce le passioni di tre giovani italiani Nicolò Calandri ingegnere, Riccardo Balzaretti, biologo ed Elia Nipoti, tecnologo alimentare. Insieme hanno creato 3bee, premiato, peraltro, dalla Fondazione Barilla come uno dei dieci migliori progetti al mondo sul fronte della sostenibilità e incubato presso l'incubatore certificato ComoNext.

L’amorfa delle api e i prodotti chimici
Già, perché il problema è grande e c’è bisogno di fare anche cultura su questi temi. «Nell’81 abbiamo assistito alla più grande catastrofe ambientale che si ricordi - ci racconta Nicolò -. Un parassita proveniente dalla Cina si è insediato nelle colonie d’api causandone la morte repentina. Non eravamo pronti per una tale situazione e così gli apicoltori, per combattere l’invasione, hanno cominciato a usare antibiotici, successivamente banditi a causa dei residui tossici che lasciavano nel miele. Solo che poi sono stati utilizzati prodotti chimici per combattere i parassiti. Oggi vengono utilizzati abitualmente in tutte le arnie e senza essi è praticamente impossibile coltivare api». Un problema che ha ricadute non solo sulle api, ma anche sul miele prodotto e sull’ambiente circostante.

L’alveare hi-tech
3bee nasce per risolvere tutto questo. Si tratta di un dispositivo elettronico grande come un cellulare che si applica all’alveare ed è in grado di rilevare lo stato di salute delle api. «Lo facciamo attraverso un sistema di sensori termici, di umidità e sonori capaci inoltre di intercettare i composti volatili presenti nell’alveare - continua Nicolò - L’unine di questi sensori permette di ricavare dei dati molto precisi che trasformati in algoritmi indicano gli effettivi bisogni delle api. Questi bisogni vengono tempestivamente comunicati all’apicoltore che può così intervenire con i composti più adeguati». La tecnologia 3bee, inoltre, è completamente auto-sostenibile perché sfrutta l'energia solare e le vibrazioni prodotte dagli insetti.

Cento dispositivi in tutta Italia
I dati, secondo la vision di 3bee, saranno open source, in modo tale che possano essere integrati da tutti gli apicoltori per creare un vero e proprio data base sulla cui base costruire degli algoritmi predittivi per il contrasto di malattie e invasioni parassitarie. «Abbiamo avviato una campagna di crowdfudning e grazie ai primi fondi raccolti siamo riusciti a installare 10 prototipi - ci racconta ancora Nicolò -. Il nostro obiettivo è riuscire a installare nei prossimi 3 mesi altri cento dispositivi in tutta Italia in modo tale da poter raccogliere più dati possibili e cominciare a sviluppare gli algoritmi necessari».

A Seeds&Chips
3bee sarà presente a Seeds&Chips, l’evento dedicato alla Food Innovation che si svolgerà a Milano dall’8 all’11 maggio prossimi. «Durante l’evento presenteremo il nostro prodotto concentrandoci anche sull’aspetto educativo che lo stesso assolve nell’ottica di istruire gli apicoltori ad adottare soluzioni più sostenibili - conclude Nicolò -. Inoltre apriremo una campagna di vendita per adottare un’arnia hi tech. In questo modo chiunque potrà monitorarla a casa da remoto e aiutare quindi l’apicoltore». L’appuntamento è quindi a Seeds&Chips. Ognuno di noi può fare la differenza, quando si parla di ambiente.