30 aprile 2017
Aggiornato 22:30
progetti e studenti

Il crowdfunding può salvare la scuola

Creare condivisione, aiutare gli studenti a rimboccarsi le maniche per mettere in piedi dei progetti che siano utili non soltanto alla comunità scolastica, ma anche ai cittadini. Per sopperire alla mancanza di fondi

Il crowdfunding può salvare la scuola (© Adobe Stock)

BOLOGNA - Partire dal crowdfunding per risolvere uno dei tanti crucci che attanagliano l’apparato scolastico: l’incremento esponenziale (e a volte poco giustificato) dei tagli. Creare condivisione, aiutare gli studenti a rimboccarsi le maniche per mettere in piedi dei progetti che siano utili non soltanto alla comunità scolastica, ma anche ai cittadini. Sopperire la mancanza di finanziamenti pubblici, lo scarso sviluppo tecnologico e quelle infrastrutture che, troppo spesso, sono carenti. E’ un po’ questo ciò che fa School Raising, piattaforma di reward crowdfunding che si occupa appunto di sviluppare, insieme alla scuole, tutti quei progetti che possono portare valore aggiunto non solo alla scuola in quanto struttura, ma anche alla comunità.

Un finanziamento per l’intera comunità
Dalla strumentazione tecnica, ai progetti di stampa 3D, da laboratori teatrali a iniziative culturali. L’obiettivo è far capire agli studenti che grazie alla comunità i progetti si possono realizzare davvero. «La verità è che quando fai un finanziamento a una scuola stai facendo un investimento che ha ricadute sociali molto importanti anche nel lungo periodo - ci spiega Guglielmo Apolloni di School Raising -. Quello che facciamo è suppprtare gli studenti nella creazione di una campagna di crowdfunding strutturata perché non è sufficiente essere online per attrarre fondi. E’ dalla scuola che deve partire l’interesse e l’impegno ad affidarsi a questo strumento che può avere una portata davvero esponenziale».

Quando gli studenti creano una campagna
Un po’ come è accaduto per il progetto «L’HUB - connecting idea», dove gli studenti della classe 4° A del liceo Alessandro Volta di Torino si sono trasformati in un vero e proprio gruppo di neo professionisti, chi architetti, chi esperti di comunicazione, chi grafici. E hanno dato vita a un progetto, di recupero di un fabbricato dismesso all’interno della loro scuola. Per dare vita a un’aula versatile e flessibile, non solo per la scuola, ma per l’intero quartiere. E hanno deciso di finanziarsi con il crowdfunding. Alcuni studenti si sono occupati di realizzare una campagna di comunicazione e marketing, altri un video per informare sul progetto, altri si sono concentrati sull’aspetto più commerciale. «Noi li abbiamo supportati - ci dice Guglielmo - affinché potessero costruire una campagna di successo. Abbiamo spiegato loro il meccanismo delle ricompense e le strategie per creare una community». E’ così che sono stati, ad esempio, coinvolti alcuni locali del quartiere che hanno realizzato alcuni piatti dedicati alla campagna attraverso un sistema di sostegno concreto dove parte dei ricavati dalle pietanze saranno quindi destinati alla campagna di crowdfunding. Un modo per coinvolgere i cittadini e creare una community che poi è la principale arma vincente di ogni campagna di crowdfunding.

Semplificare i passaggi
«Siamo online da quattro anni - continua Guglielmo - e nell’ultimo periodo abbiamo notato un notevole aumento delle richieste, sintomo del fatto che sta crescendo la consapevolezza su questo strumento di finanza alternativa. Abbiamo cercato di migliorare molto l’esperienza utente ad esempio rendendo più facile il sistema di pagamento, eliminando i passaggi inutili. A differenza di altri paesi siamo ancora molto restii ad acquistare online per una mancanza di fiducia e questo si registra anche nelle campagne di crowdfunding». La differenza, tuttavia, lo fa l’impegno che la scuola e gli studenti mettono in ciò che fanno. E la disponibilità ad affidarsi al crowdfunding per contrastare la sempre più ridotta reperibilità di fondi pubblici. Perché se è vero che mancano i solidi (per certi aspetti), è anche vero che con un po’ più di impegno e consapevolezza possiamo fare molto.