29 aprile 2017
Aggiornato 05:30
l'esperimento

Come sfruttare l'intelligenza artificiale e fare business

L'intelligenza artificiale è alla portata di tutti e può essere sfruttata senza spendere anni e grandi quantità di denaro in ricerca e sviluppo. Ce lo dimostra questo interessante esperimento

Gianluca Mauro (© Facebook)

ROMA - «Tu lo sai che in America ci sono addirittura cartelloni che sponsorizzano aziende che fanno intelligenza artificiale? Può sembrarti strano, ma di fatto in Silicon Valley l’aria è intrisa di questa nuova tecnologia» e Gianluca Mauro, ingegnere ventiseienne, lo sa bene perché in Sicon Valley c’è stato dopo aver vinto un percorso di formazione nella culla primordiale delle startup dove l’aria che si respira sa di futuro. Perché vi parlo di lui? Perché in appena una settimana lui ha fatto reverse-engineering di un’azienda da 500 milioni di dollari raccontandolo in un articolo che ha raccolto oltre 60mila visualizzazioni, diventando virale. Lo scopo? Dimostrare a tutti che chiunque può servirsi dell’intelligenza artificiale senza spendere anni e grandi quantità di denaro in ricerca e sviluppo.

Sfruttare l’open source
«Oggi l’intelligenza artificiale è un mercato in continua esplosione - racconta Gianluca - anche grazie ai tool gratuiti e agli strumenti open source. Marc Andreessen- probabilmente l’investitore più di successo del mondo- sostiene che negli ultimi dieci anni ci sono state tre rivoluzioni: mobile, social e il cloud, ed è convinto che l’AI sarà una rivoluzione ancora più grande. E’ quindi un’opportunità professionale enorme, e la cosa bella è che oggi imparare a usarla è davvero alla portata di tutti».

Non dobbiamo arrivare in ritardo (di nuovo)
Ed è così che Gianluca, con un passato da Business Analyst di Mind The Bridge Foundation, comincia a fare seminari e corsi di formazione in modo tale da rendere questi concetti accessibili a tutti: «Sono tornato dagli USA un anno fa e quando parlavo di intelligenza artificiale le persone mi guardavano perplesse. Non sapevano di cosa parlavo. Qui in Italia ci accorgiamo delle cose sempre troppo tardi. Non voglio che sia così anche per questa nuova tecnologia. Non voglio che ci svegliamo tra 10 anni e capiamo di dover puntare tutto sull’intelligenza artificiale, ovviamente in ritardo».

Tutti possono sfruttare l’intelligenza artificiale
L’interazione con la comunità anche imprenditoriale però è difficile, Gianluca sembra parlare una lingua ostrogota. Ed è così che decide di dare una dimostrazione pratica di come possa essere semplice sfruttare l’intelligenza artificiale per fare business. E prende come riferimento Opower, un’azienda americana da 500 milioni di dollari che usa dati provenienti dagli smart meter per aiutare i fornitori energetici a targhettizzare i propri clienti fornendo informazioni sui loro pattern di consumo. In pratica questo colosso si serve dei dati di consumo degli utenti per profilarli e quindi strutturare una proposta commerciale in linea con le loro necessità ed estremamente personalizzata. Ma come fa? «Ho trovato un data set completamente open molto simile a quello che potrebbe avere Opower - ci dice Gianluca - e in una settimana, con l’applicazione di un algoritmo di intelligenza artificiale, ho raggiunto gli stessi risultati che aveva raggiunto l’azienda americana in appena una settimana. I miei grafici sono, infatti, praticamente identici ai loro». Grazie a un data set gratuito, in poche parole, Gianluca è riuscito a profilare degli utenti e realizzare per loro un'offerta completamente customizzata.

Te lo spiego a parole
L’articolo scritto su Medium da Gianluca è stato pubblicato da Startup Grind ed è diventato virale: «Ho pensato al lavoro che Opower poteva aver fatto e ho fatto altrettanto, con l’intelligenza artificiale - conclude Gianluca -, dimostrando che tutti possono sfruttare questa tecnologia senza costi astronomici e in pochissimo tempo». Mauro spiegherà in un incontro a Roma sabato 8 aprile, un evento organizzato dalla community di Peekaboo dal taglio molto pratico, in cui sarà possibile mettere in pratica fin da subito tutte le informazioni discusse nella parte teorica. Con lui, gli altri mentor di AI-Academy: Nicolò Valigi, ingegnere di macchine autonome, tornato appositamente da Singapore, dove ha lavorato per Nutonomy; e Simone Totaro, tech entrepreneur da quando aveva 16 anni e ora MSc student in statistica. Per non perdere l’occasione di una svolta professionale innovativa e appassionante.