29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
Social eating

Socialeaty, la startup di home restaurant che punta sulle persone

Altre iniziative di home restaurant esistono e puntano sulla ricercatezza della cucina e sulla esclusività delle location. Socialeaty nasce invece dall’idea di uno scambio quotidiano, genuino, inclusivo e dell’esperienza della cucina

Socialeaty, la startup di home restaurant che punta sulle persone (© )

PISA - Sharing economy vuol dire condivisione. Una condivisione che, in molti casi, è capace di unire persone che altrimenti non si sarebbero mai potute incontrare. Sono i pilastri del social eating, un fenomeno che abbraccia l’home restaurant e che in Italia ha visto un’ampia diffusione negli ultimi anni. Ed è su questi presupposti che si fonda anche l’idea di due giovani imprenditori, Elisa Bertinelli e Massimo Sacchi, due giovani che hanno fondato nel 2016 Socialeaty, una piattaforma web che intende promuovere la conoscenza fra le persone attraverso la condivisione di un bene primario quale è il cibo.

Cos’è Socialeaty
Lo spirito dell’iniziativa è quello dell’»aggiungi un posto a tavola», che mira a privilegiare lo stare insieme e l’apertura all’altro, la conoscenza di abitudini, usi e costumi diversi. Si potranno organizzare o prenotare pranzi, aperitivi, cene (a breve anche colazioni, merende e tutti gli altri momenti dedicati alla tavola) a prezzi contenuti per il gusto di stare insieme. L’ambizione dei fondatori è quella di creare occasioni di vicinanza vera, di fare entrare in contatto mondi e culture differenti e di privilegiare quindi la componente sociale e aggregativa, garantendo al contempo esperienze sicure grazie al sistema ormai consolidato dei feedback e della raccolta dei dati.

Perché è diverso dagli altri
Grazie alla pubblicazione o alla ricerca di menu su Socialeaty, le persone potranno ospitare a casa propria o essere ospitate a casa di altri, sedersi a tavola insieme per mangiare e scambiare le proprie esperienze e le proprie culture. Altre iniziative di home restaurant esistono e puntano sulla ricercatezza della cucina e sulla esclusività delle location. Socialeaty nasce invece dall’idea di uno scambio quotidiano, genuino, inclusivo e dell’esperienza della cucina di tutti i giorni. Coerentemente con questa filosofia chi ospita potrà indicare un prezzo a persona, ma stabilito nella cifra massima di 10 euro. La signora pensionata, il lavoratore in pausa pranzo, lo studente appena trasferito, la famiglia di turisti in visita, ciascuno mosso da spirito e esigenze differenti ma tutti accomunati dalla voglia di conoscere altre persone e altre culture, sono solo alcuni esempi di potenziali utenti della piattaforma.

Una diffusione globale
Lo spirito dell’«aggiungi un posto a tavola» proprio di Socialeaty, che trova tra l’altro conferma nelle misure indicate nel disegno di legge sull’home restaurant attualmente in discussione in parlamento in Italia, è stato pensato con la prospettiva ambiziosa di una diffusione ampia, ben oltre il territorio nazionale, proprio per incentivare il più possibile lo scambio fra culture diverse. La piattaforma, semplice ed estremamente intuitiva nell’utilizzo, è già predisposta per un’estensione worldwide; si tratta di verificare per ciascun paese gli eventuali vincoli normativi o gli specifici requisiti applicabili all’home restaurant.

Gli sviluppi futuri
La piattaforma è online dal 1° febbraio e ha visto in poche settimane numeri importanti sia in termini di iscrizioni sia come realizzazione di eventi. Questi primi numeri sono stati il frutto di un robusto passaparola, a dimostrazione dell’interesse diffuso per questo tipo di iniziativa. I prossimi mesi avranno come scopo principale il monitoraggio della crescita e delle potenzialità della piattaforma in aree geografiche specifiche in cui verranno concentrate le campagne di comunicazione, nell’ottica di ricerca di investimenti in grado di sostenere lo sviluppo del business.