29 aprile 2017
Aggiornato 15:30
dall'idroponica ai droni

Food Innovation e AgTech: le tecnologie su cui investire

In un contesto economico e sociale dove la tecnologia la fa da padrone, è necessario che tutta la filiera alimentare rivoluzioni i processi produttivi, dal campo alla tavola. Ne abbiamo parlato con Marco Gualtieri, ideatore e Chairman i Seeds&Chips

Food Innovation e AgTech: le tecnologie su cui investire (© Shutterstock.com)

MILANO - Abbiamo sempre puntato molto sull’agricoltura e sul cibo, come Paese. E dovremmo continuare a farlo se vogliamo che il settore primario ricominci a crescere. Anche perché, dati Istat alla mano, se il Pil italiano ha registrato nel 2016 un aumento dello 0,9%, l’unico settore che ha fatto registrare un calo del valore aggiunto è proprio l’agricoltura, a causa della deflazione che ha avuto effetti devastanti nelle campagne. E per ridare una spinta al settore, mai come oggi, è la tecnologia l’unica soluzione. Ne abbiamo parlato con Marco Gualtieri, ideatore e Chairman di Seeds&Chips - Global Food Innovation Summit, l’evento dedicato alle nuove innovazioni in campo agricolo e alimentare che si terrà a Milano dal’8 all’11 maggio prossimi.

Agricoltura sostenibile e cibo sano
In un contesto economico e sociale dove la tecnologia la fa da padrone, è necessario che tutta la filiera alimentare rivoluzioni i processi produttivi, dal campo alla tavola. «Dopo l’Expo di Milano il mondo ha cominciato a vedere l’Italia come il polo principale in cui possono nascere le soluzioni tecnologiche più importanti - ci dice Marco Gualtieri -. E’ una grande opportunità per l’Italia e tutti noi dobbiamo fare in modo che il nostro Paese non perda questa occasione e giochi con un ruolo da protagonista». I trend sono chiari e precisi e volgono sempre più alla sostenibilità e alla produzione di cibo sano, laddove uno dei temi principali di cui, purtroppo, si parla ancora molto poco è l’interazione tra cibo e salute. Di fatto, siamo ciò che mangiamo.

L’intelligenza artificiale
«Sappiamo ancora molto poco del mondo vegetale e dell’impatto che alcuni di questi prodotti possono avere sulla nostra salute - continua Marco Gualtieri -. In questo senso l’analisi dei Big Data può darci moltissime informazioni: dall’uso di nuove forme vegetali al modo in cui queste crescono e si sviluppano». Nei prossimi anni, soprattutto con l’avvento della genetica e delle carni sintetiche, sarà sempre più importante parlare di nutrizione sana e personalizzata. L’intelligenza artificiale, poi, con l’aiuto di sensori e satelliti sarà in grado di farci capire come crescono le piante e indirizzare l’agricoltura tradizionale verso soluzioni più sostenibili, soprattutto rivolte a un più corretto uso dei fitofarmaci.

L’idroponica
Da una parte il problema dell’aumento della desertificazione, dall’altra i flussi migratori sempre più orientati verso le città e le metropoli. Secondo l’ultimo rapporto del Wwf, il 40% delle terre emerse del nostro Pianeta è minacciato dalla desertificazione. Un fenomeno inarrestabile che ogni anno trasforma in deserto 12 milioni di ettari di terra fertile, cruciale anche per sfamare una popolazione che molto velocemente supererà i 9 miliardi di esseri umani. Si stima inoltre che, entro il 2050, circa l’80% della popolazione vivrà nelle città, con un graduale abbandono delle campagne. In linea con queste previsioni, due sono le soluzioni verso cui si spinge il settore: l’idroponica e l’agricoltura urbana. «L’idroponica è un mercato che sta registrando un’esplosione epocale - continua Marco Gualtieri -. Permetterà a territori desertici o con condizioni climatiche estreme di poter avere delle produzioni locali salvaguardando la sicurezza alimentare. Lo spostamento della popolazione verso le città porterà a sviluppare sempre più soluzioni di vertical farming e si assisterà al fenomeno del cosiddetto metro zero e quindi di cibo prodotto e consumato nello stesso luogo. Su questo punto una precisazione: non è vero che si tratta di prodotti di scarsa qualità. Le tecniche attuali ci permettono di ottenere dei prodotti alimentari di una qualità estrema, che per certi aspetti supera addirittura il biologico».

I droni
L’uso dei droni seguirà principalmente due strade: la consegna del cibo a domicilio e la produzione agricola. Se nel primo caso la strada è ancora piuttosto lunga, nel secondo caso l’applicazione di queste tecnologie nell’agricoltura è già una realtà. «I droni sono fondamentali per la produzione agricola perché permettono di raccogliere dati in un modo prima impossibile e molto efficace. Permettono di intervenire sulle coltivazioni in modo molto più mirato e con un sistema di sensori elaborano informazioni utili a contrastare il diffondersi di epidemie che un tempo potevano essere anche irreversibili». La tecnologia e l’innovazione, come spesso accade, si scontrano anche con la tradizione e la cultura di un Paese come l’Italia che, per certi aspetti, continua a essere molto conservatore: «Possiamo cominciare a piccoli passi - conclude Gualtieri - ma con soluzioni concrete. Ripeto, è una grande opportunità per la nostra Nazione e abbiamo il dovere di non lasciarcela sfuggire».