29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
Food innovation

Prodotta la prima carne sintetica di pollo e anatra

Secondo l'azienda statunitense potrebbe essere negli scaffali dei supermercati già tra cinque anni. Molte sono le aziende che stanno sviluppando soluzioni in questa direzione. Ma sappiamo i rischi?

Prodotta la prima carne sintetica di pollo e anatra (© Memphis Meat)

ROMA - C’è l’aumento della popolazione mondiale da contrastare, l’inquinamento provocato dai gas generati dagli allevamenti di bestiame. La lotta alla desertificazione laddove molte aree boschive oggi sono state rase al suolo proprio per ospitare allevamenti intensivi di animali. E allora qualcuno dovrà pur fare qualcosa per sfamare la futura popolazione. Perché non creare carne sintetica? E dopo che nel 2013 era stato presentato a tutto il mondo il primo hamburger «in provetta» ecco che, a 5 anni di distanza, arrivano le carni sintetiche di pollo e anatra, ovviamente ottenute da cellule coltivate in laboratorio. Opera di un’azienda della Silicon Valley (e dove sennò?), la Memphis Meats.

L’aumento della popolazione
Del resto, dando un’occhiata ai calcoli e agli studi più recenti già lo sappiamo: nel 2050 saremo 10 miliardi di persone. Troppe considerando che i biologi hanno stimato che la popolazione ideale non dovrebbe superare il miliardo e mezzo. E per ideale si intende un mondo sfruttato in modo sano e sostenibile. Già oggi siamo fuori dal range dato che la popolazione mondiale supera le 7 miliardi di persone. E potrebbe raggiungere i 16 miliardi alla fine del secolo. Quanto possiamo resistere? Tecnologia, genetica e biotecnologie hanno portato l’uomo a pensare che tutto, in qualche modo, può essere possibile.

La carne di pollo sintetica
Nel campo della medicina e della chirurgia abbiamo fatto passi da gigante. Pensate a tutti i tessuti che siamo in grado di riprodurre oggi in laboratorio e che servono, di fatto, per salvare la vita alle persone. E queste logiche, qualcuno, le ha applicate anche al campo dell’alimentazione. Del resto non stiamo cercando di salvarci da una potenziale guerra in cui ci uccideremo per riuscire a mangiare tutti? Proiezioni future a parte, una cosa certa c’è: la carne sintetica di pollo e di anatra. L’azienda statunitense le ha realizzate a partire da un gruppo di cellule staminali che hanno consentito la produzione di quella parte di tessuto muscolare e grasso che risulta perfettamente commestibile anche in assenza di un animale intero allevato. Nella fattispecie le cellule staminali sono state coltivate su speciali impalcature fino a formare un numero di filamenti sufficienti (circa 20mila) per fare una polpetta o un hamburger.

Nei supermercati tra 5 anni
Secondo la Memphis la bistecca di pollo sintetica potrebbe essere negli scaffali dei supermercati già tra cinque anni, sempre che si riescano a superare limiti legali e burocratici. Il business, tuttavia, va verso questa direzione. Sono, infatti, davvero tante le aziende che cominciano a investire in questi nuovi cibi e sperimentano e prime produzioni in laboratorio di latte e albume d'uovo da lieviti modificati geneticamente. La Perfect Day, ad esempio, ha promesso di immettere entro l’anno nel mercato un latte vaccino di provenienza non animale.

I nutrizionisti
Al momento nessuno di questi alimenti sintetici ha raggiunto il mercato, probabilmente anche a causa dei limiti legali e delle dure battaglie fatte dai nutrizionisti. Di fatto, non sono ancora noti gli effetti che il consumo prolungato di queste sostanze potrebbe generare all’organismo umano. Indipendentemente da ciò i nutrizionisti insistono nel dire che questi prodotti, malgrado controllati, possono risultare carenti di alcune sostanze fondamentali. E’ il caso del ferro, garantito dall’emoglobina presente nella carne dell’animale macellato, o di alcune vitamine o sali minerali, molecole che magari richiedono condizioni non riproducibili in laboratorio. I dubbi assalgono non solo i nutrizionisti, ma gli stessi consumatori. Un'indagine condotta da Ipr marketing per Coldiretti riporta che il 97% degli italiani sarebbe contrario all'uso di tecniche innaturali nella produzione di carne, dalla clonazione alla sintesi in laboratorio.