27 maggio 2017
Aggiornato 00:00
Come si posizionano le startup

Quanto vale il mercato della Cannabis legale

Secondo uno studio, qui in Italia, la legalizzazione delal marijuana potrebbe portare alla creazione di 10mila posti di lavoro. Intanto nascono le startup come Let's Weed che raccoglie in un'unica piattaforma tutti gli esperti del settore.

Quanto vale il mercato della Cannabis legale (© ANSA)

MILANO - Oltre 250mila posti di lavoro entro il 2020, cifra di gran lunga superiore a molti altri settori, come quello del manifatturiero. Stiamo parlando di un mercato in forte crescita, quello della Cannabis terapeutica, prescrivibile dai medici autorizzati anche qui in Italia. Stando agli studi di Bloomberg, il mercato americano della Cannabis dovrebbe raggiungere entro il 2026 ben 50 miliardi di dollari, considerando che solo nel 2016, in Canada e negli USA, le vendite sono aumentate del 30% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 6,7 miliardi di dollari.

Un’opportunità persa
Quando parliamo di Cannabis terapeutica ci scontriamo, per forza di cose, con le solite problematiche legali. Se torniamo nel Vecchio Continente, nessuno Stato ha, di fatto, completamente legalizzato la marijuana. Malgrado tutti siano ben consci delle opportunità perse, soprattutto in termini di mercato del lavoro. Una ricerca di Coldiretti/Ixè spiega, infatti, come la legalizzazione della Cannabis porterebbe in Italia un giro d’affari pari a 1,4 miliardi di euro, garantendo la creazione di almeno 10mila posti di lavoro. Facendo un paio di calcoli lo Stato italiano, con la legalizzazione potrebbe incassare tra i 6 e gli 8 miliardi di euro l’anno per introiti derivati dalle tasse.

Microsoft e la Cannabis
E quando si tratta di mercati in espansione, basta vedere cosa fanno i colossi americani. Infatti, Microsoft ci ha visto lungo: del resto business is business, anche quando si parla di sostanze al limite della legalità. Il gigante fondato da Bill Gates ha, infatti, stretto un accordo con Kind Financial, startup di los Angeles che ha sviluppato Agrisoft, un programma che digitalizza il commercio legale della sostanza stupefacente, dalla produzione alla vendita. L’obiettivo di Microsoft è combattere il mercato nero, fornendo alla startup un supporto legale grazie a un proprio team specializzato nella tematica trattata. Tutto questo sarà realizzato grazie a un software che sarà fornito ai governi locali per tracciare la pianta di marijuana, dal terreno da cui proviene fino alla vendita al dettaglio. Insomma, una sorta tracciabilità della filiera della cannabis e questo per controllarne il consumo.

La startup italiana della Cannabis terapeutica
In Italia stanno, tuttavia, nascendo delle realtà innovative che permettono di capire un po’ di più in questo settore. Anche perché chiariamo subito un punto: in Italia la marijuana per uso ricreativo e personale è illegale. Il discorso è differente se l’assunzione avviene per ragioni di salute. In questo caso, solo se su indicazione del medico curante, è possibile l’acquisto presso le farmacie accreditate. La startup Let’s Weed ha creato una piattaforma che raccoglie tutti i professionisti del settore Cannabis terapeutica per offrire servizi all’insegna della salute e del benessere e il primo store italiano di prodotti a base di Cannabis legale. Medici, farmacisti e biologi interessati all’argomento Cannabis e che soddisfano i requisiti di sicurezza della piattaforma, possono aprire una loro pagina professionale su Let’s Weed ed entrare a far parte del network dispensando pareri e consigli a chi li richiede. Il livello di qualità e di sicurezza offerto dalla piattaforma è molto alto grazie ad accurati controlli sulla professione e sull’identità dei professionisti. Avevamo intuito l’importanza di creare una rete con i professionisti del settore Cannabis, le persone interessate all’argomento e i prodotti legali e autorizzati dal Ministero della Salute», raccontano i due soci fondatori Antonio Pierri e Stefano Rosato.

Per la Cannabis industriale
Da pochi giorni su Let’s Weed possono iscriversi e creare un proprio profilo anche le aziende che si occupano della produzione di Cannabis industriale. Con il solo limite di avere una serie importante di requisiti: una partita iva italiana, l’iscrizione al registro delle imprese italiano, coltivazione e trasformazione di colture di canapa, fattura di acquisto delle sementi e relativi cartellini, coltivazioni di sementi autorizzate, documento di riconoscimento valido. La startup include anche il primo store italiano di prodotti a base di Cannabis legale e autorizzata dal Ministero della Salute. Tra i prodotti c’è anche la prima Cannabis prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze che è stata introdotta nelle farmacie italiane a partire dallo scorso gennaio 2017.