26 aprile 2017
Aggiornato 10:00
demo day a roma

Le 10 startup del food di Startupbootcamp FoodTech

Arriva al termine il programma di accelerazione capitolino. Dieci le startup che sono state supportate e aiutate nello sviluppo del loro modello di business. Eccole

Demo Day (© )

ROMA - Si è chiuso con il Demo Day, il primo ciclo di accelerazione di Startupbootcamp FoodTech, l’acceleratore capitolino che in questi mesi ha supportato e contribuito allo sviluppo di ben 10 startup legate al mondo del cibo e dell’agricoltura. Dieci idee. Dieci progetti che sono stati esposti dai loro fondatori davanti a oltre 600 personalità dell’ecosistema tech e food internazionale, nella splendida cornice dell’Auditorium Parco della Musica.

Le 10 startup di Startupbootcamp FoodTech
Dall’idroponica alla Business Intelligence e Internet of Things, dai sostituti del cibo al food delivery, queste 10 aziende sono il frutto di un immenso lavoro di scouting e selezione da parte del team, partner e mentor di Startupbootcamp FoodTech. Oltre 10 eventi in giro per il mondo e più di 25.000 e-mail hanno portato alla corte dell’acceleratore, infatti, oltre 600 candidature da ben 56 paesi.  «Qui a Roma presentiamo al mondo dieci startup destinate a trasformare le industrie del food - dichiara Peter Kruger, CEO di Startupbootcamp FoodTech -. Il foodtech è un mercato con straordinarie opportunità per l’Italia. Siamo orgogliosi di essere stati capaci di attrarre a Roma il top di questo settore. Oggi annunciamo anche il prossimo ciclo di accelerazione che partirà ad aprile e tramite il quale Startupbootcamp FoodTech punta a crescere ulteriormente e a rafforzare la propria leadership globale».

Un acceleratore globale
Un percorso importante quello delle 10 startup selezionate da Startupbootcamp FoodTech seguito da ben 120 mentor e partner che hanno contribuito ogni giorno alla validazione delle idee e all’affinamento delle strategie di business. E progetti che abbiamo conosciuto nel profondo proprio durante una serie di approfondimenti legati al settore. Ecco le startup che si sono presentate davanti agli investitori. Avviato nel 2010, Startupbootcamp ha acquisito, nel corso degli anni, valore e riconoscimento. Con 18 programmi, ciascuno con la propria specializzazione verticale, tra Amsterdam, Barcellona, ​​Berlino, Chengdu, Eindhoven, Istanbul, Londra, Miami, Mumbai, New York, Roma e Singapore, Startupbootcamp conta una rete di mentor e alumni in più di 30 paesi e ha accelerato più di 400 startup di cui il 73% ha raccolto finanziamenti per un totale di oltre 210 milioni di euro.

Biteback Insect
E’ una startup i cui fondatori arrivano dall’Indonesia. L’obiettivo del progetto è quello di risolvere l’enorme problema della deforestazione causata dalla coltivazione dell’olio di palma. La loro soluzione consiste in un olio da cucina ottenuto dalla spremitura di insetti grazie ad un processo industriale davvero innovativo.

Elaisian
Aumentare la produzione d’olive abbattendo i costi e utilizzando l’agricoltura di precisione. E’ questo ciò che fa Elaisian, startup volta a colmare il gap tecnologico che il nostro Paese ha nei confronti delle nuove tecniche di precision farming. Già, perchè malgrado l’Italia abbia una produzione d’olio d’oliva che sfiora le 500mila tonnellate l’anno, gli agricoltori hanno ancora tecniche troppo obsolete. Elaisian fa un passo in più, portando l’agricoltura di precisione direttamente a casa degli agricoltori, aiutandoli a ridurre i costi e aumentare la produzione di olive e frutta. Attraverso un sistema di sensori che misurano parametri come la clorofilla e la composizione chimica del terreno, il software sviluppato da Elaisian è in grado di consigliare i produttori verso una coltivazione più ottimizzata, abbattendo - peraltro - anche i costi inerenti a fitofarmaci e fertilizzanti.

Evja
Evja ha sviluppato un device IoT per il precision farming in grado di lavorare anche senza connessione WiFi o rete mobile.

Fruitsapp
FruitsApp si pone l'obiettivo di rivoluzionare il mercato ortofrutticolo attraverso una piattaforma che permette a distributori e produttori di avviare e condurre le negoziazioni con pochi click. Nella piattaforma sono presenti già aziende come Carrefour, Edeka, Del Monte, e molte altre.

Kiwi
Una piattaforma di food delivery, verticalizzata però, esclusivamente ai campus universitari. Obiettivo? Ridurre i costi per gli studenti e proporre loro anche degli alimenti sani, oltre ai classici hamburger e pizza che solitamente vengono consumati durante il pranzo. E’ questo ciò che fa Kiwi Campus, piattaforma che collega gli studenti per effettuare consegne di cibo su richiesta nei campus universitari. Questi ragazzi sono attivi già in 8 università in Colombia, Cile e USA (U.C. Berkeley), generando entrate per più di 50,000 dollari al mese.

Mills Bio
Milis Bio ha sviluppato un processo che in modo efficiente produce un’alternativa allo zucchero a base di proteine. Il loro obiettivo è di sviluppare in futuro proteine con altri gusti.

Phytophonics
Phytoponics, in primo luogo, si pone come obiettivo quello di trovare una soluzione affinché si possa ridurre notevolmente l’impatto che l’agricoltura intensiva ha sul nostro pianeta. La crescita della popolazione globale e il relativo incremento della domanda di prodotti agricoli stanno spingendo, da un lato, i coltivatori a sfruttare intensivamente il suolo e l’acqua disponibile e, dall’altro, ad incrementare l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, riducendo la qualità dei prodotti offerti e aumentando l’inquinamento a lungo termine del territorio. L'innovativo design proposto da Phytoponics conferisce alla loro soluzione idroponica grande flessibilità ed adattabilità garantendo una maggiore produttività e un minore fabbisogno di acqua. Questa startup ha svelato di aver già ottenuto un finanziamento da 220mila euro.

Neofarms
Sfruttando le potenzialità dell'idroponica, Neofarms permette di fare home gardening riducendo fortemente il consumo di acqua e velocizzando i tempi di crescita. Di fatto si tratta di una serra per la coltivazione di ortaggi anche nella cucina della propria abitazione. La startup usa le tecnologie della NASA per risolvere il problema dell’elevato utilizzo dell’acqua nell’idroponica. Questa tecnologia non fornisce acqua alle piante attraverso le radici, ma mediante una leggera nebbia composta di acqua e sostanze nutritive, permettendo di risparmiare acqua.

Trackbar
Con l’aiuto della Business Intelligence e del machine learning, Trakbar fornisce previsioni e proiezioni utili: tanti piccoli dettagli che possono incidere sulla attività di chi si occupa di bar e ristorazione. Hanno svolto un pilot test in oltre 1000 ristoranti in Croazia e presto entreranno nel mercato Italiano e Polacco.

Wallfarm
Wallfarm ha la tecnologia per automatizzare il settore del vertical farming, consistente in un box di dimensioni molto ridotte, facilmente installabile su ogni tipo di struttura di vertical farming a costi decisamente inferiori rispetto ai competitor.