29 aprile 2017
Aggiornato 15:00
digital marketing

Cosa devi sapere per fare il Growth Hacker

Il Growth Hacking è la nuova strategia di digital marketing di tutte le imprese di successo. Un vero e proprio modo di pensare volto alla sperimentazione continua. Come imparare davvero queste competenze?

Cosa devi sapere per fare il Growth Hacker (© Shutterstock.com)

MILANO - I dati rappresentano un patrimonio inestimabile per le imprese: una mole di informazioni ricavate dal web, dall’utenza, che ci possono aiutare a costruire modelli di business più mirati nei confronti degli obiettivi che vogliamo raggiungere. In questa ottica perdono forma nuove strategie di marketing volte alla generazione di lead che si basano sulla comunicazione social e su campagne pubblicitarie intrise di digitale. Una serie di strategie che prende il nome di Growth Hacking e che rendono chi dispone di queste competenze, un elemento fondamentale per ogni impresa di successo.

Il caso di PayPal
La stessa PayPal nei primi anni del 2000 ha ottenuto una crescita giornaliera del 10%, grazie ad un semplice ma intuitivo referral program, raggiungendo in poco tempo una user base di oltre 100 milioni di utenti. Secondo David O Sacks, all’epoca COO di PayPal, gli utenti venivano inizialmente pagati per invitare i propri amici. Aprendo un nuovo account i nuovi clienti ricevevano 20 dollari e altri 20 se invitavano un amico: soldi reali che potevano letteralmente spendere. Gli incentivi del referral program sono costati all’azienda ben 60 milioni di dollari, tutti ben ripagati, considerando che PayPal nel 2015 è stata valutata 46,6 miliardi di dollari. Ma il Growth Hacking non è stato usato solo da PayPal: a farne uso anche i Big come Facebook, AirBnb e Uber.

«Il Growth Hacker ha sempre e solo un unico obiettivo... Convertire - ci aveva spiegato Giulio Gagliano, CEO di Magics Lab, in un’intervista -. Non disperde le energie in molteplici obiettivi in termini di acquisizione traffico, micro conversioni o impressions! L'obiettivo puó essere: vendere o acquisire lead. Su questo si lavora e non è importante come si faccia, ma che si cresca esponenzialmente e si ottenga in maniera ciclica un flusso di vendite o di lead».

Che cosa fa un Growth Hacker
Di fatto, il Growth Hacker progetta e ottimizza un funnel, il cosiddetto AARRR (Acquisition, Activation, Retention, Revenue, Referral). E questo genere di lavoro comprende diverse fasi che vanno dall’acquisizione degli utenti al referral:

1. La prima fase è quella dell’acquisizione, grazie alla quale l’utente, intercettato all’interno della propria community, viene acquisito sul proprio sito attraverso tutti quei canali utili a generare lead: pubblicità online, social media, Direct Email Marketing, SEO, partnership o pubblicità tradizionale.

2. La seconda fase è quella dell’attivazione: il cliente si affeziona al servizio o prodotto che ha potuto conoscere sul sito.

3. Segue la fase di retention: il cliente soddisfatto deve essere invogliato a ritornare o ad acquistare nuovamente. Come? Rimanendo aggiornato rispetto all’evolversi del progetto e alle novità dei prodotti offerti.

4. La fase di revenue corrisponde alla monetizzazione vera e propria ed è quella cui spesso le aziende puntano come obiettivo primario, senza considerare però tutte le fasi precedenti.

5. La fase del referral è tra le più importanti: al cliente il prodotto o il servizio piace così tanto che ne parla con altre persone: amici o conoscenti appartenenti alla sua stessa community (ed è proprio su questo punto del funnel che PayPal ha lavorato!).

Il master di Tag Innovation School
Essere un Growth Hacker non significa essere un Marketer. Il lavoro del Growth Hacker si basa su una sperimentazione continua e un modo di pensare completamente disruptive, attento alle continue innovazioni che si sviluppano sul mercato laddove ad essere rivoluzionario non è tanto il prodotto o servizio, quanto piuttosto il processo attraverso cui il prodotto o servizio viene reso all’utenza. Insomma, è in sostanza un modo di pensare e di agire conseguentemente. Malgrado l’Italia navighi ancora in acque particolarmente alte, esistono dei percorsi che permettono di sviluppare queste competenze. Come il master part time in Growth Hacking Marketing, offerto da TAG Innovation School. E’ adatto a chi ha basi di marketing, comunicazione, business, programmazione, dati o design. Il Master prevede 6 weekend dal vivo e 40 ore di formazione in modalità e-learning, e l’apprendimento di tecniche di lean marketing, data-centered-approach, conversion rate optimization, mobile growth e tutto ciò che bisogna conoscere per diventare il professionista digitale del momento.