30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
equity crowdfunding

Partnership tra Equinvest e Red-Fish Kapital: «Insieme verso le nuove frontiere del Fintech»

Il prof. Paolo Pescetto, CEO di RFK: «Guardiamo agli strumenti più innovativi della tecnofinanza, ma il vero successo rimane legato ai team aziendali e ai loro capitani»

Partnership tra Equinvest e Red-Fish Kapital (© Shutterstock.com)

MILANO - Dalla cattedra ai mercati; dalla finanza dei manuali accademici agli investimenti reali, dove il rischio si traduce nella scommessa sul fintech e sulla digitalizzazione del sistema bancario. Paolo Pescetto - presidente di Arkios Italy, boutique di advisory in operazioni di Merger&Acquisition e professore al Politecnico di Milano e all’Università di Genova - è un pioniere di quella digital disruption che sta mandando in soffitta i sistemi degli istituti tradizionali nel settore del credito e degli investimenti. Con la sua Red-Fish Kapital (RFK) dal 2012 gestisce oltre 18 milioni di capitali con investimenti diretti e indiretti, in qualità di Management Company. Da qualche mese ha strizzato l’occhio all’equity crowdfunding - strumento di ultima generazione spinto dalla crescente popolarità e dall’impulso normativo - puntando su Equinvest, la piattaforma capitanata da Fabio Bancalà e leader indiscussa del mercato, che ha incassato un aumento di capitale e la scommessa sul nuovo fondo (Equinvest Investment Fund) pronto a condurre una trentina di investimenti in startup e pmi di valore compreso tra i 500mila e un milione di euro ciascuno.

Puntare sulle persone
«Da sempre crediamo prima nelle persone e poi nei fatturati, con la convinzione che il successo di un’azienda è dettato dalla versatilità e dalla lungimiranza del team e del suo coach: un «indicatore», quello dell’esperienza, della conoscenza e dell’intraprendenza, che restituisce umanità al mondo finanziario, fino ad oggi troppo spesso legato alle logiche fredde dei numeri e delle analisi statistiche – sottolinea Pescetto, originario di Savona ma milanese d’adozione – è stato così per Equinvest, realtà che grazie al suo Ceo è in grado di sperimentare nuovi strumenti con un buon humus di idee e coraggio». Basti pensare ai modelli alternativi, con costi competitivi, di raccolta e prestito di denaro – il cosiddetto peer-to- peer lending – che cresce costantemente e inizia a solleticare l’interesse di esperti e player del mondo finanziario: «L’avvento del web ha modificato le relazioni e i modelli, oggi sempre più spinti e indipendenti dalle logiche tradizionali – continua Pescetto - il P2P lending è un prestito tra privati, attraverso siti di imprese o enti di social lending, senza passare attraverso intermediari finanziari: con Bancalà stiamo valutando diversi scenari - tra cui anche il private equity - innovativi e di sicuro appeal per le aziende che vogliono avviare nuove attività o potenziare quelle esistenti. Le condizioni dei mercati cambiano velocemente e la vera sfida è rappresentata dalla corsa verso le nuove frontiere, che vanno intercettate anticipando i trend attuali».

Le potenzialità dell’equità crowdfunding
L’equity crowdfunding, in questo contesto, è sicuramente un punto fermo e solido per avviare e consolidare partnership; lanciare e promuovere nuove idee di business; puntare e scommettere capitali e competenze su realtà che si mostrano ben strutturate agli occhi di investitori seriali e di nuovi profili professionali in cerca di opportunità per capitalizzare e diversificare il proprio portfolio: «Red-Fish Kapital si occupa attualmente della gestione finanziaria, dello sviluppo del networking e della crescita aziendale di KeisData, una delle realtà più promettenti del settore ICT presente su Equinvest.it, su cui abbiamo investito 100mila euro – continua Pescetto – e di WatsON, la piattaforma creata per i contact center, in grado di offrire tutto ciò di cui hanno bisogno per poter seguire il cliente nel migliore dei modi, totalmente in-cloud e in modalità pay per use prepagato, dove in qualità di investitori professionali sottoscriveremo il 5% della raccolta di capitali oltre ad aver già investito in fase di seed 75 mila euro. Si tratta di due società all’avanguardia, che ci vedono in prima linea, riconoscendone il valore e le prospettive di crescita».

Cosa piace agli investitori (di uno startupper)
Pescetto è un vero guru, e non solo della finanza tecnologica, in anni e anni di vissuto tra le aziende è riuscito a intercettare i trend di crescita dettati dal fattore «business». È a lui che vogliamo chiedere qual è il segreto dell’investitore seriale di successo; e quale, invece, quello della startup promettente che riesce a convincere la platea degli investitori. «Nel primo caso, quello che vivo sulla mia pelle, in considerazione delle operazioni di partecipazione diretta – conclude Pescetto, che ha aperto a terzi investitori il capitale RFK attraverso la Kayak – è quello di non giurare amore eterno e fedeltà a un’azienda, avendo il coraggio di uscire alla prima occasione giusta anche rinunciando ad un po’ di profitto: innamorarsi di una azienda è infatti uno degli errori più comuni e tipico dell’imprenditore - che nasce e muore con la propria azienda – che spesso può diventare anche una trappola per l’investitore che invece deve adottare il sangue freddo di chi fa Private Equity in modo professionale. Altra parola chiave: spezzettare, polverizzare, diversificare, senza ingolosirsi di un unico deal su cui puntare tutti i capitali disponibili, ma dividere il proprio investimento almeno su 5 diversi tavoli ed affidarsi a chi possa seguirli tutti direttamente come facciamo in RFK rischiando anche i nostri capitali. In ultimo, soprattutto per startup e pmi, vale il team. Si punta sugli uomini e sulla loro capacità di fare business, trasformando una idea – semplice o innovativa che sia – in un grande progetto e la capacità di adattarsi ai mutamenti del contesto competitivo».