30 maggio 2017
Aggiornato 00:30
agricoltura urbana

AgTech, come la tecnologia sta cambiando l'agricoltura

Intelligenza artificiale, robot, sensori e idroponica. La tecnologia, anche qui, sta rivoluzionando il settore. Dove siamo diretti?

(© Credit of courtesy by Adobe Stock)

ROMA - Droni, sensori per monitorare la composizione del terreno, la sua umidità e suggerire le azioni da compiere sulle colture, serre super tecnologiche e nuove evoluzioni dell’idroponica. Il mondo dell’agricoltura sta subendo moltissimi cambiamenti e se da una parte gli agricoltori - soprattutto quelli del nostro Paese - sono restii a valutare le soluzioni tecnologiche e procedono ancora con pratiche piuttosto obsolete, è chiaro a molti come la tecnologia sarà, di fatto, il futuro anche di questo importante settore che, in Italia, continua a far registrare il più elevato incremento del Pil con il valore aggiunto che sale del 3,8%. In modo particolare si stanno sviluppando le tecnologie di massa, quelle che possono facilmente entrare nelle case dei cittadini e raggiungere quote elevate della popolazione, anche in città, dove si sta espandendo la pratica dell’agricoltura urbana. Vi proponiamo qui alcune startup e tecnologie che stanno innovando il settore, per capire un po’ meglio in che direzione siamo diretti.

The Impact Farm
Coltivare frutta e verdura in città non è sempre così facile come può sembrare, soprattutto quando gli spazi sono angusti. Niente panico, però, perché anche in questa direzione la tecnologia e l’innovazione hanno fatto passi da gigante. Dalla Danimarca arriva, infatti, «The Impact Farm», la serra sostenibile fai-da-te per coltivare frutta e verdura in città in modo efficiente e senza pesticidi. Per fronteggiare gli spazi angusti la serra è stata costruita in modo tale da sfruttare lo spazio urbano inutilizzato con l’obiettivo di produrre frutta e verdura di qualità, sfruttando le tecnologie più innovative. Il prototipo è stato costruito in stile Ikea, a due piani, a Copenhagen: raggiunge l’efficienza energetica autonomamente, utilizzando solo fonti rinnovabili. I pezzi pre-fabbricati vengono racchiusi in un contenitore, spedito in tutto il mondo. Ma la vera rivoluzione è che questa serra può essere installata anche sul cemento, senza bisogno della terra. Il kit fai-da-te permette, infatti, di costruire una fattoria idroponica in soli 10 giorni e su una superficie di appena 50 metri quadrati.

NeoFarms
Una serra che può essere tranquillamente ubicata nella vostra cucina, con tanto di tecnologie della NASA. La startup che ha sviluppato questo prototipo si chiama NeoFarms ed è attualmente in incubazione presso StartupBootCamp FoodTech a Roma. Si tratta quindi di una soluzione molto fresca, non ancora sul mercato, ma che ci fa ben capire come il mercato si stia dirigendo nella direzione di portare l’idroponica direttamente nei nostri appartamenti. NeoFarms è di fatto una serra studiata per produrre il cibo fresco come se fosse coltivato nell’orticello sotto casa. Soltanto che la serra si può trovare in qualsiasi luogo dell’appartamento. «Le piante sono sottoposte alle condizioni ottimali in modo tale che possano produrre vitamine - ci racconta Henrik, il CEO -. Inoltre la raccolta immediata assicura che i nutrienti non vengano persi attraverso lo stoccaggio o il trasporto». Così gli ortaggi possono essere prodotti direttamente nella nostra cucina. La grande innovazione apportata da NeoFarms, in più, è quella di cercare di ridurre notevolmente il consumo di acqua che già si verifica all’interno dei meccanismi che guidano l’idroponica. Il problema dell’elevato consumo di acqua NeoFarms lo risolve attraverso una sofisticata tecnologia della NASA, chiamata «aeroponica».

Phytoponics
Se da una parte l’idroponica rappresenta una soluzione molto importante per l’agricoltura perchè permette di ridurre suolo e acqua di dieci volte rispetto alle pratiche tradizionali, dall’altra risulta ancora molto costosa, tanto che sono in pochi ad utilizzarla. E di certo non l’adoperano le piccole e medie imprese. L’obiettivo di Phytoponic, oltre a trovare una soluzione per l’impatto che l’agricoltura intensiva ha sul nostro pianeta,  è quello di rendere l’idroponica facilmente utilizzabile da parte di tutti. Il sistema di cultura Phytoponics, sfruttando la tecnica della Deep Water Culture, si presenta come la soluzione tecnologica in grado di ridurre i costi e incrementare la produttività. Anche questa startup è in fase di accelerazione presso StartupBootCamp FoodTech a Roma.

I robot
Con l’espansione del mercato dell’intelligenza artificiale, di certo l’agricoltura non poteva esserne esentata. Il 2017 dovrebbe essere l’anno in cui sarà inaugurata l’azienda Vegetable Factory, la prima serra automatizzata dove a coltivare ortaggi non ci sarà neppure l’ombra di un uomo, ma solo robot.  In quello che sarà il futuro dell’agricoltura hi-tech gli ortaggi saranno coltivati in una serra verticale di circa 3500 metri quadrati, illuminata da luci LED. Fin qui niente di nuovo. La vera svolta, tuttavia, sta nell’assenza dei contadini. A prendersi cura delle piantine, infatti, ci saranno dei nastri trasportatori dotati di braccia mobili: semina a parte (qui i contadini potranno ancora sbizzarrirsi) i nastri si occuperanno di ogni fase della crescita fino alla raccolta. Nella serra verrà ricreato un ambiente ideale per produrre una verdura di qualità. Nello specifico, gli ortaggi coltivati dai robot conterranno maggiori quantità di beta carotene e sarà priva di pesticidi ed erbicidi.  Dati alla mano questo nuovo tipo di agricoltura permetterà a Spread di tagliare del 50% del costo del lavoro e del 30% il consumo energetico, oltre a riciclare il 98% dell’acqua usata per l’irrigazione.