23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
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Cosa vuol dire essere un multipotenziale

Ti capita di interessarti a un argomento, metterci tutto te stesso, diventare bravo, annoiarti e cambiare materia ripetendo tutto da capo? Sei un multipotenziale, ma tranquillo. Non è un difetto, anzi.

Cosa vuol dire essere un multipotenziale (© Adobe Stock)

ROMA - «Io non sono mai stata capace di rispondere alla domanda "Cosa vuoi fare da grande? Il problema non era il non avere alcun interesse era che ne avevo troppi. Alle scuole superiori mi piaceva inglese, matematica, arte, creavo siti internet e suonavo la chitarra in un gruppo punk chiamato "Operatori Telefonici Frustrati». Forse avete sentito parlare di noi». Il pubblico presente al TEDTalk scoppia in una fragorosa risata. Chi è a dire queste parole sul palco del famosissimo format di eventi innovativi? Niente meno che Emilie Wapnick, musicista e cantautrice, web designer, scrittrice, regista, studentessa di legge e imprenditrice. Oltre a essere una career coach che non fa mai male. E solo a sentirla parlare si capisce perché.

I multipotenziali
Lei, una mina vagante, ha cominciato a farsi qualche domanda dopo le superiori, dopo aver notato il ripetersi di uno schema preciso nella sua vita: inizialmente si interessava a un argomento, si immergeva completamente, lo divorava diventando brava in quella materia, qualsiasi cosa fosse. Poi, a un certo punto, cominciava ad annoiarsi. «Di solito cercavo di perseverare comunque, perché avevo già dedicato tempo e energia e a volte denaro in quel campo. Ma alla fine questo senso di noia, quel senso di ‘Ci sono arrivata. Non è più una sfida’ diventava troppo. E lasciavo perdere. E mi interessavo ad altro, qualcosa di completamente diverso, e mi ci immergevo, lo divoravo, e pensavo: "Sì! Ho trovato la mia vocazione", e poi raggiungevo quel punto in cui cominciavo ad annoiarmi. E alla fine, lasciavo perdere. Ma poi scoprivo qualcosa di nuovo e completamente diverso, e mi ci buttavo».

Già dal Rinascimento
Un cane che si morte la coda, insomma. Ma non un difetto, anzi un pregio. Chiamato multipotenziale, proprio da lei, che ne ha fatto un vero business (e come no?). Oggi sul suo blog Puttylike si rivolge ai multipotenziali di tutto il mondo, e ha costruito una comunità di persone che fanno di questa caratteristica il proprio punto di forza. Nella vita e nel lavoro. Anche se la Wapnick non è stata la prima a individuare questo aspetto della personalità umana. Caratteristiche simili affondano le proprie radici nel Rinascimento, periodo in cui era ritenuto ideale il fatto di essere portato per molte discipline, invece di specializzarsi in una cosa soltanto.

Cosa sa fare un multipotenziale
Sintesi di idee: «Combinare due o più campi e creare qualcosa di nuovo nell'intersezione. Sha Hwang and Rachel Binx hanno attinto dai loro interessi in comune nella cartografia, visualizzazione di dati, matematica e design quando hanno fondato Meshu. Meshu è una società che crea gioielli personalizzati ispirati alla geografia. Sha e Rachel sono giunte a questa idea non nonostante, ma grazie al loro mix di capacità ed esperienze. L'innovazione nasce nelle intersezioni. È lì che vengono fuori nuove idee. E i multipotenziali, con tutti i loro bagagli, sono capaci di accedere a molti di questi punti di intersezione».

Rapido apprendimento: Quando i multipotentiali si interessano a qualcosa, ci danno sotto. Osservano tutto ciò su cui possono mettere le mani. «Siamo anche abituati ad essere principianti, perché siamo stati abituati a essere principianti molte volte in passato, e questo significa che siamo meno timorosi di provare nuove cose e di uscire dalla nostra zona comfort. Inoltre, molte capacità sono trasferibili tra le diverse discipline, e portiamo tutto ciò che abbiamo imparato in ogni nuova area a cui ci dedichiamo, quindi raramente iniziamo da zero».

Adattabilità: la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione. Sintesi di idee, rapido apprendimento e capacità di adattamento: tre capacità nelle quali i multipotenziali sono davvero esperti, e tre capacità che possono perdere se spinti a convergere la loro attenzione. «Come società, abbiamo un grande interesse nell'incoraggiare i multipotenziali ad essere loro stessi - dice ancora Emilie Wapnick -. Abbiamo molti problemi, complessi e multi-dimensionali, nel mondo, e abbiamo bisogno di pensatori creativi, fuori dagli schemi per affrontarli».