28 marzo 2017
Aggiornato 15:30
san valentino

Perché amare la tecnologia

Il web 2.0 ha cambiato le nostre vite. Lo ha fatto nel bene e nel male, come spesso accade anche nei rapporti tra le persone. E di cose buone ne ha fatte, tante da potersi far amare

TORINO - Pensateci bene. L’amore - solitamente - cambia la vita. Non è detto he sia l’amore della vita, quello con cui passeremo il resto del nostro tempo. In un modo o nell’altro, quella persona ci cambia. O forse siamo noi a cambiare e a crescere, senza rendercene conto. E allora, tra una ricerca su Google e l’altra, mi son chiesta se non fosse possibile, in qualche modo, amare anche la tecnologia. E, di fatto, se penso a tutte le cose che è Internet è stato in grado di creare, la mia risposta non può che essere positiva. Già, perché, in fondo, anche Internet ci ha cambiato la vita. In meglio? Sta a voi deciderlo. Ma quello che oggi abbiamo con la tecnologia, si può dire sia anche una forma di rapporto. Possiamo essere dipendenti dal nostro cellulare, ad esempio. Oppure avere una relazione con lui, un po’ più soft. Del resto, è facile ammetterlo: non ne potremo fare a meno.

Ma Internet non è solo lo smartphone. Tantomeno la tecnologia. Il web 2.0 ci ha cambiato e non è solo un modo di dire. Dagli smartphone all’iPad, dagli sms alla mail, dai feedrss ai tweet, dalla connessione a banda larga, ai pagamenti on line e ai pagamenti con cellulare, dai social network ai robot. C’è chi ha potuto lavorare e realizzare un sogno grazie a Internet e, personalmente, sono una di queste. Il web mi ha dato la possibilità di essere una giornalista come è successo a molti miei colleghi. E questo non significa che siamo meno bravi di coloro che lavorano per la carta stampata. Solo che lì, in quelle redazioni, non c’era spazio per noi giornalisti digitali. E allora, in qualche modo, la pagnotta ce la dovevamo pur guadagnare.

In più Internet ha creato nuove opportunità di lavoro, permettendo a tutti coloro che erano rimasti schiacciati dalla crisi, di avere una seconda opportunità. Moltissime piattaforme di sharing economy, ad esempio, sono nate anche per questo motivo. Ricordo, in particolare, una cuoca di Gnammo, il famoso servizio di social eating. Durante un’intervista mi aveva detto che - obbligata a chiudere il proprio ristorante per non farsi prosciugare dalle tasse - grazie alla startup torinese, aveva potuto continuare ad alimentare la propria passione e, soprattutto, le era stato permesso di riscattarsi. E se non ci fosse stato Internet, non ci sarebbero state neppure le cene a casa sua, perché nessuno (o forse pochi davvero) avrebbero potuto sapere quanto amore metteva nei suoi piatti (e la loro bontà, ovviamente).

Mi viene in mente Skype e tutti i servizi di videochiamata. Un padre che saluta il proprio figlio dall’altra parte dello schermo, magari a migliaia di chilometri di distanza. Se è vero che Internet ha allontanato le persone, congelando i sentimenti, è altrettanto vero che Internet ha permesso loro di avvicinarsi, anche quando le distanze geografiche lo impedivano. Rapporti virtuali? Non necessariamente. Quando c’è amore vero e coscienza, la Rete è un dono e non una minaccia.

E poi la Rete ha dato spazio, ha dato voce a tutti coloro che altrimenti non avrebbero potuto averla. Ha dato visibilità a guerre altrimenti sconosciute e la possibilità ad ognuno di noi di farsi una propria idea, libera e democratica. Senza dipendere dai servizi di informazione tradizionali. Internet ha permesso di salvare delle vite e ha portato la cultura in quei posti dove non ci sarebbe stata la possibilità. E, soprattutto, Internet ci ha dato la possibilità di sviluppare idee, di mischiare come in un cocktail al bar, i nostri preconcetti con quelli degli altri, dandoci la possibilità di dire: «Forse sto sbagliando io». E questo perché ha reso il mondo straordinariamente piccolo. Un mondo dove le distanze geografiche non esistono più. E anche se le minacce sono sempre dietro l’angolo, credo che questi siano motivi sufficienti, proprio oggi che è San Valentino, di fargli gli auguri a questa tecnologia.