30 marzo 2017
Aggiornato 04:30
machine learning

Discovery People e tutti i lati inquietanti di Facebook

Facebook sta rilasciando una nuova fuzione che permette di visualizzare un catalogo di persone tendenzialmente affini. Ovviamente dietro il rilascio di moltissimi dati privati

Discovery People e tutti i lati inquietanti di Facebook (© Shutterstock.com)

ROMA - Partiamo dai dati perchè, a conti fatti, sono loro lo zero, il punto da cui inizia tutto. I social network sono un universo di dati, lasciati ovunque. Anche nello stesso momento in cui stiamo mettendo un like a un post, di fatto, stiamo lasciando una traccia. Quando commentiamo una notizia, quando la condividiamo sui nostri profili personali. Poi ci sono i dati che rilasciamo in modo (si spera) più consapevole quando compiliamo le informazioni di Facebook. Nella migliore delle ipotesi siamo un numero, identificato da un cookie, che ci portiamo dappresso mentre navighiamo e che ci segue ovunque.

La profilazione continua
Privacy? Se ne abbiamo avuta sempre poca, oggi è scomparsa del tutto, diventando una chimera irraggiungibile. Siamo profilati già a 8 anni, l’età durante la quale si effettua il primo accesso alla rete. Come vengono usati i nostri dati? Tendenzialmente sono venduti alla grandi corporate o alle istituzioni per scopi pubblicitari. Insomma, l’intelligenza artificiale e le tecnologie di machine learning creano delle profilaazioni utente, per farla breve degli stereotipi virtuali con caratteristiche comuni, dal gusto della pizza, all’abbigliamento, alle preferenze politiche. E poi tutti questi blocchi di utenti stereotipati vengono venduti alle Big Company per campagne di marketing (pubblicità) mirate. E diffidate da chi vi dice che non è così. Chi perderebbe tempo a profilare un milione di persone senza la possibilità di crearci su un business? La risposta la sapete già: nessuno.

Lo spazio non presente più presente che ci sia
E tutto parte principalmente dai social network, Facebook in prima linea, che è diventato la nostra realtà parallela, lo spazio non presente più presente che ci sia. E scusate il gioco di parole. Su Facebook si gioca tutto e si vende tutto. Detto in soldoni: c’è chi vende i nostri dati affinché altri possano venderci i loro prodotti. E tutto questo su Facebook. Perchè al social di Mark noi lasciamo tutte le informazioni di cui l’azienda X ha bisogno per raggiungerci. Può sembrare un concetto ridondante, ma se ci concentriamo bene, dietro ai nostri commenti, ai nostri like, c’è puro business.

Cos’è Discovery People
Già. E la nuova funzione di Facebook non fa altro che confermarlo. Si chiama Discovery People e il suo obiettivo è quello di facilitare la ricerca di amici. Nella nuova sezione l'utente sarà invitato a presentarsi aggiornando il suo profilo e riempiendolo di dettagli: una volta compiuto questo passo, potrà sfogliare l'elenco di persone che vivono nella sua stessa città o che lavorano per la stessa persona/azienda oppure visualizzare l'elenco dei prossimi eventi e scoprire chi altro vi potrebbe essere interessato. L’utente, di fatto, può sfogliare un catalogo di persone potenzialmente affini, visualizzare i loro profili e decidere se aggiungerle o meno alla lista di amici. E qui le amicizie in comune non centrano nulla. E’ solo questione di caratteristiche comuni. E allora se torniamo indietro, non vi pare che questi cataloghi di persone affini altro non siamo che i blocchi di utenti stereotipati di cui abbiamo parlato sopra? Anche secondo l'Independent, il nuovo strumento di Facebook avrebbe dei lati "inquietanti». Inoltre, è probabile che "Discover People" aumenti le richieste d'amicizia ricevute da sconosciuti.

La consapevolezza
Ormai siamo risucchiati dal mondo dei social e sarà sempre più impossibile farne a meno. Ma una cosa la dobbiamo sapere: ogni mossa che facciamo sui social può essere utilizzata per più e più scopi. Di questo dobbiamo essere consapevoli e comportarci di conseguenza.