23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
impresa

Come trovare il bando pubblico giusto per la tua impresa

TrovaBando opera un matching tra caratteristiche dell’impresa rinvenibili da fonti pubbliche, preferenze espresse dall’impresa ed i requisiti di partecipazioni ai bandi ed alle agevolazioni regionali e nazionali

Team TrovaBando (© TrovaBando)

ROMA - Una società che nasce dall’università è già di per sé un caso anomalo. Quando poi ha successo e si pone come obiettivo quello di aiutare le altre aziende lo è ancora di più, soprattutto se facilita il loro accesso ai bandi pubblici. E’ la storia di Resvalue, fondata nel 2014, a Roma, da quattro docenti Universitari del dipartimento di Studi Aziendali, il Prof. Daniele Previati, la Prof.ssa Michela Marchiori, la Dott.ssa Lucia Marchegiani e il Dott. David Pelilli e che ha poi coinvolto diversi studenti dell’Università pubblica Roma Tre.

Dall’università alla startup
«Inizialmente abbiamo portato avanti un progetto nato grazie al bando LazioInnova dove fornivamo servizi di consulenza strategica e di advisory per facilitare l’accesso al credito ed alla finanza agevolata da parte delle imprese italiane - ci racconta Marina Azzolini, socia di Resvalue - . Il progetto mi è piaciuto a tal punto che ho lasciato il mio lavoro in uno studio commerciale per dedicarmi a questa nuova avventura. E a oggi devo dire che rifarei tutto dall’inizio». Ma è proprio durante questo progetto di consulenza che Marina e il team si rendono presto conto che non c’era nessun strumento digitale che, in qualche modo, semplificasse l’accesso per le imprese alle agevolazioni pubbliche. Molto spesso, infatti, navigando per il web ci troviamo di fronte a una moltitudine di informazioni relative ai bandi pubblici. Se in un primo momento pensiamo di avere i requisiti per parteciparvi, poi ci imbattiamo magari in una clausola che non ci permette di prenderne parte. Con un’enorme spreco di tempo e di energie.

Come funziona TrovaBando
«Così abbiamo creato TrovaBando, un algoritmo che permette alle aziende, inserendo una serie di parametri, di sapere nell’immediato quali sono gli effettivi bandi ai quali possono partecipare in relazione alle loro specifiche caratteristiche - ci spiega meglio Marina -. L’azienda inserisce alcuni semplici dati come la partita IVA e il codice fiscale, compila un questionario e con un semplice click può avere a disposizione tutte le agevolazioni alle quali ha effettivamente la possibilità di accedere». In sostanza, mediante un innovativo algoritmo proprietario, TrovaBando opera un matching tra caratteristiche dell’impresa rinvenibili da fonti pubbliche, preferenze espresse dall’impresa ed i requisiti di partecipazioni ai bandi ed alle agevolazioni regionali e nazionali: il sistema identifica online ed in tempo reale i soli i bandi e agevolazioni pubbliche alle quali qualunque impresa può accedere.

123 miliardi di fondi
TrovaBando ha vinto il Premio nazionale per l’Innovazione nei Servizi 2015 di Confcommercio nella categoria «ICT nei servizi». E’ attualmente disponibile per le società di capitali e professionisti e in relazione ai bandi indiretti della Comunità Europea. Il progetto è di quelli importanti e davvero utili, soprattutto in relazione al fatto che, complessivamente, le risorse finanziarie disponibili riferite al 2014-2020 ammontano a circa 123 miliardi di euro. Fondi ai quali è spesso difficile accedere a causa della dispersione di informazioni sul web che sono spesso disordinate e poco dettagliate. TrovaBando si pone proprio l’obiettivo di semplificare al massimo, per l’utente, questa ricerca.

Si pensa al futuro
«In futuro vorremmo sicuramente ottemperare alle richieste mosse dai nostri utenti, migliorando il servizio e attivando nuove funzioni - ci racconta ancora Marina -. In questa fase siamo a caccia di investimenti, di qualcuno che ci possa dare una mano a velocizzare al massimo queste operazioni. Siamo soddisfatti del nostro lavoro. Ancora di più se penso che nasciamo dall’Università, che siamo tutti studenti e che siamo stati capaci di realizzare qualcosa di davvero utile». Un esempio di come l’università italiana, anche quella pubblica, possa dare vita a spin-off di rilievo. E importanti.