27 maggio 2017
Aggiornato 00:30
round di investimento

Buzzoole raccoglie 830mila euro da Inpulse VC e R301 Capital

La startup fondata a Napoli chiude un anno d'oro. L'investimento potrebbe raddoppiare nell'arco dei prossimi 18 mesi per permettere una totale espansione

Team Buzzole (© )

NAPOLI - Solo una conferma per Buzzoole, gli 830mila dollari ricevuti come round di finanziamento da Inpulse VC e R301 Capital in questi giorni. Una conferma che arriva dopo la chiusura di un anno d’oro per la startup di influencer marketing made in Italy. Per chi non lo sapesse Buzzoole è una piattaforma che già da diverso tempo si occupa di dare spazio a chi scrive sui social e in qualche modo può essere ritenuto influente in alcuni settori. Buzzoole può essere considerato una sorta di social che aggrega chi i social li ama e spesso li impiega anche per la propria attività. Questo sito dà infatti la possibilità a chi entra nella sua rete di poter partecipare a campagne promosse dai brand per ottenere poi crediti da trasformare in buoni da spendere su Amazon.

Espansione e ancora espansione
I fondi di investimento ricevuti da Impulse VC e R301 potrebbero raddoppiare nell’arco dei prossimi 18 mesi e serviranno al team per potare avanti la campagna di espansione della startup in Russia, Francia, Spagna e India. Oltre a implementare la piattaforma di nuove funzioni capaci sempre più di collegare i brand associati (circa 200mila da tutto il mondo) agli influencer più adeguati. «Siamo davvero molto felici di annunciare questo accordo che ci darà l’opportunità di continuare a crescere su scala globale, dopo la recente espansione nel Regno Unito – ha dichiarato Fabrizio Perrone, ceo di Buzzoole – questa operazione farà da ponte per il round Series A che ci aspettiamo di chiudere entro 12-18 mesi, data la rapida crescita che abbiamo registrato in soli 3 anni in termini di utenti, paesi coinvolti e fatturato».

A conti fatti, chiuso il bilancio 2016, con Buzzoole sono stati creati circa 80mila contenuti per quasi 2 milioni di interazioni da parte degli utenti che hanno fatto parte della rete, con una percentuale di organico davvero molto elevata. Il canale più richiesto in fase di pianificazione delle campagne è risultato il Blog (30,5%), seguito da Facebook (22,7%), Twitter (22,3%), Instagram (16,8%).

La storia di Buzzoole
Un successo davvero incredibile quello ottenuto dalla startup napoletana, fondata nel 2013, quando il concetto di influencer marketing era ancora sconosciuto. Ciò che Buzzoole ed il suo team sono stati in grado di raggiungere non ha nulla di meno di una favola. Frutto di tanto lavoro e sacrificio, di notti passate in bianco che si sono poi trasformate in soddisfazioni. Il primo trimestre di Buzzoole si è chiuso con una crescita del 174% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente raggiungendo un fatturato di 340mila euro. «E tutto questo partendo da un fatturato di 100mila euro nel 2014 - racconta Fabrizio -. Quello che è successo l’anno seguente, vi sorprenderà (le cifre già hanno fatto venire il capogiro ai nostri investitori). Il fatturato di Buzzoole’s nel 2015 è stato di 1.1 milione di euro». E poi i premi dal Bully Award 2015, al riconoscimento come azienda leader in Europa nel settore TMT, dal Milennials 20/20 Summit a Londra a una delle startup di Unilever Foundry Start-up Street.

Una startup unica nel suo genere
«Buzzoole è stata creata con l’obbiettivo di unificare il potere delle campagne di digital PR e l’effetto delle conversazioni e del passaparola online sui brand, con la facilità dell’acquisto del display adv - conclude Fabrizio -. La maggior parte delle aziende in questo settore erano capaci di offrire degli strumenti per individuare gli influencer attraverso delle parole chiave e un punteggio per le discussioni ad esse relative, Noi siamo riusciti ad offrire qualcosa di nuovo creando un algoritmo che identifica quanto influenti sono le persone in una certa categoria. L’algoritmo seleziona un influencer quando lui o lei risulta adatto a una campagna, prendendo in considerazione tutte le richieste presenti nel brief, tra cui la localizzazione, la categoria e il livello d’influenza»