29 aprile 2017
Aggiornato 15:00
futuro

Cinque tecnologie a cui diremo addio nel 2017

Da Project Ara di Google al jack per le cuffie sostituito dagli auricolari wireless di Apple. Cinque tecnologie che abbiamo lasciato nel 2016

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ROMA - La tecnologia, si sa, va alla velocità della luce. E così come velocemente nasce, velocemente può morire, sorpassata da dispositivi migliori. Probabilmente oggi non ci sembra possibile, ma tra 20 anni (o forse anche meno) potremo vederci sostituite la maggior parte delle cose che utilizziamo oggi. Di fatto, il 2016, ha già decretato la fine di diverse tecnologie di cui non sentiremo parlare mai più. Il Mit Technology Review ne ha indicate 5. Eccole.

Addio al jack per le cuffie
Apple ha sviluppato un jack per il nuovo iPhone 7 che non necessità dei fili e che introduce per la prima volta il concetto di tecnologia audio wireless. Una vera e propria rivoluzione poiché il jack per gli auricolari ha trovato applicazioni davvero in molti ambiti, in questi anni. La fine di un’era anche se, effettivamente, sono ancora poche le persone che hanno abbandonato il jack in favore delle cuffie wireless. Molti competitor di Apple, tuttavia, sembrano già intenzionati a seguire le orme di casa Cupertino. E il 2017 potrebbe essere proprio l’anno giusto.

Google Fiber
Google Fiber è il servizio di banda larga tuttora attivo in poche città americane come Austin, Kansas City, Provo, Nashville, Atlanta, Raleigh-Duram, San Antonio e Salt Lake City. Il progetto, basato su una infrastruttura in fibra, avrebbe reso il collegamento alla rete internet molto più veloce e facile. Inoltre avrebbe dovuto essere esteso anche a San Francisco e altre città, ma il progetto si è completamente fermato. Google sembra, infatti, aver di deciso di investire sulle tecnologie wireless, decisamente molto meno costose.

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Vine
Vine era l’applicazione di Twitter che permetteva la creazione di video di sei secondi. Dopo il suo picco, avvenuto nel 2014, grazie anche all'acquisizione dell'azienda guidata dall'allora CEO, Dick Costolo, Vine ha iniziato la sua fase calante. L’esplodere di applicazioni nuove come Snapchat e Instagram ha segnato il crollo definitivo di questa tecnologia: nel 2016, infatti, più nessun utenti su Twitter ha postato questi video. L’app è stata chiusa da Twitter nell’ottobre di questo anno.

Pebble
Il 2016 è l'anno in cui termina anche l'esperienza di Pebble, lo smartwatch che nacque grazie ai finanziamenti ricevuti grazie alla piattaforma di crowdfunding Kickstarter per un valore da capogiro di 10 milioni di dollari. La fine viene praticamente decretata da una concorrenza fittissima che ha finito per travolgere Pebble che termina la sua corsa in questo anno. Si tratta di una di quelle tecnologie che davvero pochi avrebbero pensato potessero sparire così velocemente.

Project Ara
Google ha visto il pieno di fallimenti quest’anno con un’altro progetto abbandonato, quello di Project Ara, nato dalle menti del team ATAP. Era stato presentato come un disegno che avrebbe dato vita a un dispositivo modulare, quindi con componenti hardware intercambiabili, così da dare vita a una nuova era per gli smartphone, Peccato che si tratta di un progetto che non vedrà mai la luce. Google, nel mese di settembre, ha messo fine al progetto con la motivazione ufficiale di volere "razionalizzare gli sforzi sull'hardware".