28 aprile 2017
Aggiornato 00:30
food innovation

Alveare on tour: oltre 20.000 persone coinvolte nel viaggio alla ricerca del Km0

Si è concluso con successo il primo tour de L’Alveare che dice Sì!, la startup che ha portato in giro per l’Italia l’innovazione e il buon cibo, promuovendo l’incontro tra produttori e consumatori e l’acquisto di cibi a Km0

Alveare on tour: oltre 20.000 persone coinvolte nel viaggio alla ricerca del Km0 (© )

TORINO - 6 piazze, oltre 30 produttori incontrati, più di 30 startup e oltre 50 eventi: questi i numeri del tour de L’Alveare che dice Sì!, la piattaforma che promuove il contatto tra produttori e consumatori e gli acquisti di prodotti freschi e a km0 via web. Organizzato dalla startup piemontese seguita da Treatabit, il programma di pre-incubazione del Politecnico di Torino, e supportato da Seeds&Chips, il Global Food Innovation Summit, dal 24 settembre al 15 ottobre il tour ha percorso con successo, a bordo di un food truck, più di 1000 km in giro per l’Italia alla ricerca del km0, coinvolgendo oltre 20.000 visitatori.

Dal Nord al Sud alla ricerca del Km0
Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari: da nord a sud, queste le città che sono state protagoniste del tour e che negli scorsi giorni hanno visto sorgere il Food Innovation Village dell’Alveare che dice Sì! supported by Seeds&Chips, un villaggio itinerante che ha messo in contatto filiera corta, startup e consumatori. Qui i curiosi hanno potuto conoscere da vicino le realtà italiane che promuovono la sharing economy, la food innovation e lotta agli sprechi: tra queste Gnammo, la più grande piattaforma di social eating in Italia, e Last Minute Sotto Casa, piattaforma che permette ai negozianti di vendere prodotti alimentari invenduti a fine giornata a prezzo scontato. Il tour ha dato voce anche alle associazioni locali e ai produttori, che hanno potuto portare in piazza i loro prodotti. Obiettivo: unire socialità e tecnologia, mostrare come sta cambiando ed evolvendo il mondo del food italiano, raccontare l’innovazione e le tradizioni puntando a migliorare i sistemi produttivi, ottimizzare la distribuzione, evitare gli sprechi.

L’Alveare che dice Sì!, 100 gas 2.0 in tutta Italia
Al centro del Food Innovation Village, il Food Truck de L’Alveare che dice Sì! che ha dato modo ai più golosi di assaggiare i prodotti della filiera corta e di entrare in contatto con i produttori locali e con gli Alveari presenti sul territorio. Scopo della startup è proprio quello di far incontrare produttori e consumatori con gruppi di acquisto 2.0: tramite la piattaforma online www.alvearechedicesi.it è possibile infatti vendere e comprare i prodotti locali utilizzando internet e la sharing economy. I produttori locali presenti nel raggio di 250 km possono infatti iscriversi al portale ed unirsi in un «Alveare», mettendo in vendita online i loro prodotti; i consumatori che si registrano sul sito possono acquistare ciò che desiderano, senza obbligo di frequenza o spesa minima, presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma o sulla app per smartphone dedicata. Il ritiro dei prodotti avviene settimanalmente permettendo l’incontro e lo scambio diretto tra agricoltori e consumatori, che così, in modo semplice, avranno sempre accesso ad alimenti freschi, locali e di qualità. Il progetto, nato in Francia nel 2011, è arrivato in Italia un anno fa e ha già visto nascere circa 100 Alveari su tutto il territorio.

Cosa insegna la comunicazione
«Il tour ci ha portato a scoprire creazioni culinarie, sociali ed imprenditoriali delle diverse realtà locali ed è stata una grande occasione per diffondere la nostra idea di sviluppare la filiera corta, ritrovare il sapore dei propri territori, lottare contro i cambiamenti climatici e ristabilire un legame tra consumatori e produttori. Ci ha permesso inoltre di fortificare la nostra rete con la creazione di diversi nuovi Alveari in tutta la penisola -  spiega Eugenio Sapora, founder di L’Alveare che dice Sì! -. È stata un’azione impegnativa quanto divertente che ha permesso di sviluppare nuove collaborazioni non solo tra le startup presenti ma anche con le belle realtà produttive che ci hanno accompagnato».

ShareTheMeal, con Alveare presentata la app del World Food Programme (WFP)
Con il WFP Italia Onlus, che ha patrocinato l’evento, il Food Innovation Village ha presentato l’app gratuita ShareTheMeal per condividere il proprio pasto con un bambino bisognoso, realizzata dal World Food Programme (WFP), la più grande organizzazione umanitaria che combatte la fame nel mondo. Con un tocco sul proprio smartphone si possono donare 40 centesimi al WFP sufficienti a sfamare un bimbo per un giorno. L’obiettivo? Contribuire a donare 2 milioni di pasti nutrienti – per un intero anno scolastico – a 58.000 bambini che vivono in Malawi. Il World Food Programme, in occasione del 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ha inoltre  lanciato la nuova funzione «Community»: per amplificare la portata della sua donazione, l’utente di SharetheMeal può creare un gruppo di sostenitori o aderire a quelli esistenti.