28 marzo 2017
Aggiornato 15:30
Tecnologie indossabili

Una borsa ti dice se hai dimenticato le chiavi di casa o lo smartphone

Athena è una borsa che funziona tramite tecnologie NFC le quali, inserite all'interno dell'accessorio, riconoscono gli oggetti presenti all'interno della borsa, ricordando all'utente quelli che ha dimenticato.

I ragazzi di Quasar (© Credits photo courtesy of Quasar)

FIRENZE - Alta moda e tecnologia possono coesistere? Per Alessandro Colella co-founder di Quasar sì. In un mondo dove l’innovazione, in particolare legata all’Internet of Things, sta prendendo il sopravvento, anche il settore dell’industria del lusso ha bisogno di una ventata di aria fresca, per rimanere al passo con i tempi.

Come nasce Quasar
«Ho sempre lavorato nel mondo dell’elettronica - ci racconta Alessandro Collella -. Un giorno, per caso, mi sono imbattuto in una borsa fatta con pelle di struzzo. Questo tipo di pellame risulta avere diversi puntini sulla sua superficie. Lì, su due piedi, ho pensato a quanto sarebbe stato bello se tutti quei punti avessero potuto illuminarsi. Così, insieme al mio amico Daniele Salassa che lavorava nel settore della moda, abbiamo creato il prototipo di una borsa sul cui lato abbiamo inserito delle borchie composte da fibre ottiche e led che si illuminavano come un cielo stellato». Un oggetto tecnologico, di design, ma senza essere «pacchiano», dove il piacere del lusso si mescolava all’alta tecnologia. Un prodotto che è piaciuto subito, malgrado all’epoca (3 anni fa) si parlasse ancora poco di tecnologie indossabili e che ha spinto i due ragazzi a fondare la loro startup, Quasar. Una strada tutta in salita, bisogna ammetterlo, ma se ci si trova in Toscana, patria della pelletteria, si parte già avvantaggiati. I due ragazzi toscani non passano inosservati. Numerosi i brand che bussano alla loro porta e gli domandano di produrre tecnologie da adattare ai loro accessori di lusso, dal trolley con tecnologia per caricare lo smartphone, a un chip inserito all’interno delle borse dal quale è possibile scaricare la carta d’identità dell’oggetto e le istruzioni per la sua manutenzione.

La borsa che ti ricorda gli oggetti dimenticati
Dall’oggetto puramente di lusso con scopo estetico, bisognava pensare a un accessorio che fosse anche utile e che permettesse di avere un mercato più ampio: qualcosa di diverso davvero. Dopo vari test è nata Athena, l’ultimo progetto brevettato da Quasar. Si tratta di un dispositivo che funziona tramite tecnologie NFC, che viene inserito all’interno della borsa e, attraverso una serie di tag, riconosce gli oggetti contenuti all’interno della borsa, ricordando all’utente - tramite app - quelli da non dimenticare. «Tramite l’applicazione - ci dice Alessandro - è possibile costruire delle liste di oggetti utili per ogni occasione. Quando ne dimentichiamo qualcuno il sistema ce lo ricorda attraverso una semplice notifica». Il dispositivo, inoltre, permette di caricare numerosi file, dall’abbonamento in palestra, alla musica, alla lista della spesa in modalità off-line e senza bisogno di collegare alcun cavo. Il sistema è open source e permette di aggiungere nuove funzioni attraverso degli aggiornamenti.

(© Credits photo courtesy of Adobe Stock)

Uno sguardo al futuro
«Al momento siamo in fase prototipale - conclude Alessandro - e stiamo valutando su quale mercato dirigersi, se creare un brand nostro o essere partner di brand già avviati. Ciò che è certo è che il mercato dell’Internet of Things sta esplodendo e noi vogliamo cavalcare l’onda. Il mercato dell’alta moda è colmo di modelli visti e rivisti e anch’esso ha bisogno di innovarsi. Il consumatore ha già tutto e vuole qualcosa di nuovo, di diverso». Una sfida grande, sicuramente, ma che ha già spinto due ragazzi giovani a fare qualcosa: a fondare un’azienda. Il futuro è tutto da vedere, ma siamo fiduciosi.