29 marzo 2017
Aggiornato 11:00
missione nel 2017

Moon Express, la startup dei viaggi privati sulla Luna

Nella pratica la missione prevede l’atterraggio sul suolo lunare di un modulo robotizzato, non più grande di una valigia, in grado di atterrare dolcemente sul nostro satellite e di spostarsi, tramite “balzi controllati”, sulla superficie

PALO ALTO - Un ritorno sulla Luna come hanno fatto i nostri astronauti oltre 40 anni. Un viaggio che questa volta, sarà progettato e realizzato niente meno che da una startup. Si chiama Moon Express, ha sede a Mountain View ed ha ottenuto il via libera delle autorità americane per lavorare con la NASA e lanciare nei prossimi anni una missione privata sul nostro satellite.

La prima missione lunare privata
La startup ha, infatti, buone probabilità di vincere il Google Lunar X Prize che consiste in 20 milioni di dollari. Fondi destinati proprio a quell’azienda che sarebbe stata in grado di far allunare un robot e farlo passeggiare per almeno 500 metri sul suolo lunare rimandando indietro video e foto in alta definizione.  «Abbiamo scelto di andare sulla Luna non perché è facile, ma perché è un ottimo affare. Tutto ciò per cui lottiamo qui sulla Terra che siano terre, acqua o energia è disponibile in abbondanza nello spazio», ha dichiarato Naveen Jain, presidente della startup, citando direttamente il presidente John F. Kennedy e il suo celebre discorso pronunciato nel 1962.

Di nuovo sulla Luna
Nella pratica la missione prevede l’atterraggio sul suolo lunare di un modulo robotizzato, non più grande di una valigia, in grado di atterrare dolcemente sul nostro satellite e di spostarsi, tramite «balzi controllati», sulla superficie. Il programma Moon Express prevede tre missioni lunari dal 2017 al 2020. Tutto questo è stato reso possibile, in prima battuta dall’approvazione del governo americano che rappresenta, infatti, un nuovo passo verso il futuro del settore aerospaziale e l’apertura verso società private.

La startup Moon Express
La Moon Express è stata fondata nel 2010 da Bob Richards (Ceo), Naveen Jain (chairman) e Barney Pell (vice chairman e Chief Strategy Officer), ha sede a Palo Alto ed ha a questo punto buone possibilità per aggiudicarsi il Google Lunar XPrize, un premio da 20 milioni di dollari che la compagnia di Mountain View ha messo in palio per la prima società che riuscirà a mandare sistemi automatici sul nostro satellite.  La strada da percorrere è ancora lunga: la società deve ancora finire di assemblare il lander (il modulo di atterraggio), mentre il vettore che dovrebbe portare MX-1 in orbita lunare non ha ancora volato. La missione, qualora dovesse rispettare i tempi previsti e concludersi con un successo, potrebbe però essere solo la prima di una lunga serie.