26 marzo 2017
Aggiornato 19:00
spazio

Sonda Juno entra nell'orbita di Giove dopo 5 anni, impresa storica

Dopo 5 anni e 3 miliardi di chilometri percorsi Juno entra nell'orbita di Giove ed è pronta per esplorare il più grande pianeta del sistema solare con una dotazione composta da 10 strumenti scientifici

Sonda Juno entra nell'orbita di Giove dopo 5 anni, impresa storica (© Credits photo courtesy of NASA)

MIAMI - Ci sono voluti 5 anni, ma finalmente la sonda Juno è arrivata sul gigante gassoso del nostro sistema solare, Giove. La NASA ha festeggiato il successo della missione da 1,1 miliardo di dollari iniziata nel 2011 dalla base del Kennedy Space Center in Florida: la sonda Juno, è entrata nell'orbita di Giove alle 11:53 ora di Miami (le 5:53 ora italiana) ed è pronta per esplorare il più grande pianeta del sistema solare con una dotazione composta da 10 strumenti scientifici.

La sonda Juno raggiunge Giove
«Siamo dentro - ha urlato Scott Bolton, ricercatore dell'Istituto Southwest Research di San Antonio, Texas e responsabile della missione -. Siete la migliore squadra di sempre - ha detto ai suoi colleghi dopo l'avvenuto JOI, acronimo che indica il Jupiter Orbit Insertion - Avete appena realizzato la cosa più difficile mai fatta dalla Nasa». E' stato, infatti, uno dei momenti più delicati e pericolosi per il veicolo. Per 35 minuti la sonda alimentata a energia solare ha acceso il suo motore principale collocandosi in un'orbita polare, con un periodo di 11 giorni rispetto al pianeta gassoso. Tre miliardi di chilometri e 5 anni di viaggio sono ormai alle spalle del veicolo spaziale, il primo ad energia solare ad operare così lontano dal sole. Giove è una gigantesca palla di gas, 318 volte più massiccio della Terra. Proprio a causa delle sue enormi dimensioni, ha avuto una profonda influenza sull’evoluzione del nostro sistema solare. Ma la sua origine e la sua evoluzione hanno ancora oggi molti punti interrogativi. Dubbi che la sonda Juno cercherà di risolvere.

Italia protagonista della missione
Il nostro Paese è protagonista con due degli strumenti a bordo: JIRAM, ovvero Jupiter InfraRed Auroral Mapper, per lo studio delle aurore e dell'atmosfera e un transponder in banda Ka per studi gravitazionali. JIRAM è stato fornito dall'Agenzia spaziale Italiana e sviluppato con il supporto scientifico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Realizzata da Leonardo-Finmeccanica, la Jovian Infrared Auroral Mapper è una macchina fotografica in grado di produrre sia spettri che immagini, uno strumento quindi estremamente innovativo in grado di misurare gli strati più esterni dell'atmosfera e osservare il fenomeno delle aurore gioviane.

Una missione storica
«Una missione storica - così l'ha definita il presidente dell'Agenzia spaziale italiana, Roberto Battiston, alla vigilia - che vede ancora una volta NASA e Asi insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del sistema solare, e quindi anche la genesi della Terra». Arrivata finalmente faccia a faccia con Giove, la sonda Juno della NASA è chiamata a svelare alcuni dei misteri che ancora circondano il gigante gassoso. Tra questi, l'origine della sua magnetosfera, ovvero la regione di spazio circostante dove il campo magnetico prodotto dal pianeta domina sul vento solare.