26 marzo 2017
Aggiornato 18:30
La prima missione dedicata al più grande pianeta del Sistema solare

Juno incontra Giove. Nel Giorno dell'Indipendenza Usa, Nasa e Italia protagoniste dello spazio

Dopo 5 anni di viaggio e circa 3 miliardi di chilometri percorsi Juno, la missione della Nasa a forte partnership italiana, si appresta a entrare nell'orbita di Giove, pianeta 300 volte più massiccio della Terra.

ROMA - Dopo 5 anni di viaggio e circa 3 miliardi di chilometri percorsi Juno, la missione della NASA a forte partnership italiana, si appresta a entrare nell'orbita di Giove, pianeta 300 volte più massiccio della Terra. L'appuntamento è per il prossimo 4 luglio, giorno in cui, sulla Terra, gli Stati Uniti celebreranno i 240 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza e, nello spazio, la sonda Juno accenderà il suo motore principale per posizionarsi su un'orbita polare intorno al gigante gassoso. Una missione a stelle e strisce, ma anche tricolore, come spiega il Coordinatore scientifico dell'Agenzia spaziale italiana Enrico Flamini: "E' la prima missione dedicata al più grande dei pianeti del Sistema solare, Giove, che vede l'Italia, l'Asi, come partner principale della Nasa".

Allo studio campi gravitazionali e magnetici e la presenza di acqua
Inizierà allora un periodo di intensa attività scientifica e di raccolta dati con l'obiettivo di studiare i campi gravitazionali e magnetici di Giove, la sua atmosfera, la quantità di acqua e di provare a determinare la struttura interna del pianeta. Per svolgere i suoi compiti Juno ha a disposizione diversi strumenti, di cui 2 italianissimi.

La tecnologia italiana a bordo
"Due - spiega Flamini - gli strumenti italiani a bordo: JIRAM, uno spettrometro a immagine infrarosso, per meglio dire una camera ad alta risoluzione dell'infrarosso, uno strumento molto innovativo; e la radioscienza, che è l'unica misura in grado di darci la natura dell'interno profondo e del cuore di Giove». Italia che - sottolinea il coordinatore scientifico dell'Asi - è sempre più protagonista: "Con Juno, tra pochi giorni, e Bepi Colombo tra un anno e mezzo, avremo completato il novero dei pianeti intorno a cui missioni spaziali vedono strumenti italiani a bordo".

"Solo l'Italia, con Usa e Nasa, ha capacità scientifiche e tecnologiche per fare queste cose"
"E questo è perché abbiamo una comunità scientifica, una comunità tecnologica e un'Agenzia che sono assolutamente a livello mondiale tra le migliori. E solo l'Italia, oltre naturalmente gli Stati Uniti e la NASA hanno le capacità scientifiche e tecnologiche da poter essere presente su tutti questi pianeti e sviluppare delle tematiche scientifiche così all'avanguardia".