28 aprile 2017
Aggiornato 00:30
business

Le aziende italiane investono in Big Data

Un’azienda su due, in Italia, ha investito in iniziative dedicate ai Big Data. La fotografia emerge dall'ultima indagine portata a termine dall'ente di certificazione Dnv Gl - Business Assurance e dall'istituto di ricerca Gfk Eurisko

Imprese e Big Data (© Shutterstock.com)

ROMA - Che siamo nell’era dei Big Data è ormai assodato da tempo, tanto che anche le aziende italiane hanno cominciato a a capire l’importanza di questo straordinario strumento per modellare il proprio business model al fine di renderlo più adatto alle esigenze dei loro clienti. Un’azienda su due, in Italia, ha investito in iniziative dedicate a questo settore. A fornire questa fotografia del Belpaese è l’ultima indagine portata a termine dall'ente di certificazione Dnv Gl - Business Assurance e dall'istituto di ricerca Gfk Eurisko su circa 1.200 professionisti che operano in aziende di settori diversi in Europa, nelle Americhe e in Asia.

L’importanza dei Big Data
C’è da dire che le potenzialità di impiego dei Big Data sono davvero infinite e le nostre capacità, dai fatto, sono ancora allo stato embrionale. Di certo c’è che le aziende italiane stanno fiutando l’ecosistema e intuendone i potenziali profitti. In particolare dallo studio emerge che il 67% delle aziende si sta preparando per un futuro dove giocheranno un ruolo fondamentale. Il percorso, tuttavia, è agli albori poiché solo il 27% è in grado di sfruttare i Big Data per incrementare la produttività, mentre ancora meno, il 19% delle aziende italiane ha adottato una strategia ad hoc. L’attenzione è per il momento concentrata su iniziative preliminari allo sfruttamento dei dati, come l'implementazione di nuove metodiche e tecnologie (29%) o il miglioramento della gestione delle informazioni (27%).

Le aziende italiane vogliono investire sui Big Data
I benefici dei Big Data sono però tangibili e si traducono principalmente nel miglioramento dell’efficienza (lo sostiene il 18% degli intervistati) e della capacità decisionale (18%). Le difficoltà di espansione delle strategie di business incentrate sui Big Data, tuttavia, sono determinate dal fatto che, al momento, le aziende italiane hanno altre priorità che, peraltro, non sono contemplate dalla media globale: 37% contro il 17% della media internazionale. Insomma, un quadro che in Italia, resta ancora piuttosto frastagliato. Di certo c'è che le aziende italiane sui Big Data hanno intenzione di investirci: il 65% ha intenzione di sviluppare delle competenze interne al proprio personale che siano in grado di gestire la sempre più crescente complessità in materia di data governance, mentre il 55% ha intenzione di ricorrere a terze parti o partnership. Il 43% degli italiani ha dichiarato, poi, di essere disposto ad aumentare gli investimenti nel settore dei Big Data.

Lo dice anche Microsoft
L’importanza dei Big Data per le imprese emerge anche da una recente indagine di Microsoft. Il 46% delle PMI che gestiscono i propri dati sono più ottimiste sulle proprie prospettive di crescita, rispetto alle realtà che non sono in grado di aggregare e interpretare dati. Sono invece solo la metà, per la precisione il 25%, di quelle che non si fanno carico della gestione strategica dei dati a mostrarsi fiduciose sulle proprie possibilità di ampliamento del business nel corso del prossimo anno. Le PMI dotate di competenze e tecnologie utili per estrapolare insight strategici dal patrimonio informativo aziendale, sono quelle che traineranno la crescita economica del Paese, dal momento che è più probabile che lancino nuovi prodotti o servizi (46% rispetto a 17%) o che approdino su mercati esteri (43% contro il 17%). Un trend in linea con il quadro europeo, che conferma essere le PMI più attente ai dati, anche le più propense all’innovazione di prodotto (45% VS 27%) e all’internazionalizzazione (32% VS 18%).