23 maggio 2017
Aggiornato 05:00
tracciabilità cannabis

Perché Microsoft entra nel mercato della cannabis

Il software realizzato sarà fornito ai governi locali e permetterà di tracciare la cannabis dalla produzione alla vendita al dettaglio. Questo permetterà di combattere il mercato nero e controllare l'uso della marijuana legale

Microsoft si lancia nel mercato della cannabis (© Adobe Stock)

NEW YORK - Business is business, anche quando riguarda le droghe. Per carità, quelle leggere e il cui commercio, al meno in termini terapeutici, è legale. Ed è così che, dopo avere acquisito LinkedIn per ben 26 miliardi di dollari, Microsoft si è lanciata sul business della marijuana.

Microsoft nel mercato della cannabis legale
Il gigante fondato da Bill Gates ha, infatti, stretto un accordo con Kind Financial, startup di los Angeles che ha sviluppato Agrisoft, un programma che digitalizza il commercio legale della sostanza stupefacente, dalla produzione alla vendita. L’obiettivo di Microsoft è combattere il mercato nero, fornendo alla startup un supporto legale grazie a un proprio team specializzato nella tematica trattata. Tutto questo sarà realizzato grazie a un software che sarà fornito ai governi locali per tracciare la pianta di marijuana, dal terreno da cui proviene fino alla vendita al dettaglio. Insomma, una sorta tracciabilità della filiera della cannabis e questo per controllarne il consumo. Del resto sono 5 gli Stati americani che, ormai, hanno legalizzato il consumo di marijuana, sia a fini ricreativi che sanitari. Ben 23, invece, gli Stati che promuovono l’utilizzo della sostanza in ambito medico. Non c’è dubbio che il business ci sia e sia consistente. Il mercato legale della marijuana, secondo l’ArcView Market Research, ha raggiunto i 5,4 miliardi di dollari nel 2015, con previsioni di crescita che dovrebbero toccare il 6,7 miliardi di dollari entro quest’anno.

Combattere il mercato nero
L’obiettivo, come specificato dallo stesso Kimberly Nelson, portavoce di Microsoft, è quello di tenere sotto controllo il consumo legale della sostanza stupefacente, combattere il mercato nero e, al contempo, generare più transazioni. E’ la prima volta che un colosso di tali dimensioni come Microsoft si affaccia al mercato della marijuana legale. Uno scacco ai big come Facebook o Apple, anche se il rischio di danneggiamento dell’immagine, soprattutto in relazione ai governi locali, c’è ed è consistente. Di fatto, però, Find Financial, già utilizzava i servizi di cloud di Microsoft per sviluppare i software adibiti al monitoraggio della cannabis legale. Sta di fatto che il 60% degli americani è a favore della legalizzazione della cannabis e molto preso tutti gli Stati membri potrebbero seguire le orme di quelli dove entrare in un negozio e acquistare marijuana è già possibile. E con l’ingresso di Microsoft nel segmento, legalizzare la cannabis potrebbe risultare conveniente anche per gli altri Paesi del mondo, dove l’argomento è comunque molto sentito.

Strumenti per la regolamentazione
«Nessuno può prevedere il futuro della legalizzazione della cannabis - ha detto il fondatore e CEO di Find Financial David Dinenberg -. E’ chiaro, tuttavia, che la cannabis legalizzata sarà sempre soggetta a una rigorosa vigilanza e regolamentazione, simile a quella di alcol e tabacco. Noi siamo orgogliosi di offrire a governi e agenzie gli strumenti di regolamentazione e la tecnologia per monitorare il rispetto delle direttive per l’uso della cannabis legale. Sono felice che Microsoft supporta la nostra missione per costruire questa importante spina dorsale».