28 aprile 2017
Aggiornato 00:30
nella stratosfera

Un aliante spaziale a 25mila metri per studiare il buco nell'ozono

L'aliante dovrà immergersi nella stratosfera per studiare il buco nell'ozono. Dovrà essere il più leggero possibile ma anche molto resistente per sopportare le estreme condizioni che si verificano a quell'altitudine

LOS ANGELES - Arrampicarsi oltre le nuvole, tre volte più in alto dell'Everest, con un aliante senza motore. Arrivando dove nessun altro velivolo è mai stato. I ricercatori che stanno mettendo in piedi il Perlan project stanno testando il loro aliante tra le montagne della Sierra Nevada, nell'Ovest degli Stati Uniti, sfruttando il fenomeno delle cosiddette "onde montane stratosferiche" per salire a 25mila metri, dove gli aerei a motore tradizionali non possono giungere, allo scopo di studiare il buco nell'ozono. L'ozono è uno schermo fondamentale per l'intercettazione di radiazioni letali per la vita sulla terra e la sua formazione avviene per lo più nella stratosfera a latitudini tropicali, poi la circolazione atmosferica tende ad accumularlo nelle zone polari.

Nella stratosfera si verificano le reazioni chimiche, per molti versi ancora misteriose, che danno origine al buco nell'ozono e al riscaldamento globale. A quest'altitudine, l'aria ha una densità pari al 2% di quella al livello del mare, per questo gli aerei a reazione non possono volare tanto in alto dato che i motori non riescono a produrre sotto le ali una spinta sufficiente per mantenersi in volo. Il meccanismo che sostiene l'aliante spaziale, che può contare su un'apertura alare di 25 metri per volare su venti e correnti, è spiegato da Ed Warnock, amministratore delegato del Perlan project.

"Come le acque dei fiumi che urtano le rocce dell'alveo producono a valle delle onde, gli alianti normali possono cavalcare le onde d'aria che si formano sbattendo contro una collina o una montagna. Ma il nostro Perlan sfrutta quelle che si formano negli strati superiori dell'atmosfera». In buona sostanza, si tratta di cavalcare, surfandole, le onde d'aria prodotte dai venti del Pacifico che colpiscono le catene montuose, impennandosi sino a raggiungere velocità di circa 36 km all'ora. Poi il Perlan II dovrà agganciarsi ai vortici polari, cicloni giganteschi che si formano ad alta quota nei mesi invernali alle latitudini polari.

L'aliante spaziale dovrà essere il più leggero possibile ma anche molto resistente per sopportare le estreme condizioni della stratosfera. A quelle altezze, bassa pressione e freddo glaciale rendono impossibile respirare con le bombole e i piloti dovranno affidarsi a tute speciali. I test continueranno in Nevada sino a quando il team si sentirà pronto per trasferirsi in Argentina. Qui si trovano infatti le condizioni migliori per le onde montane stratosferiche, l'area dove il Perlan II potrà spiegare le sue ali per arrampicarsi oltre le nuvole.