23 maggio 2017
Aggiornato 20:30
mai così presto

Scioglimento record dei ghiacciai in Groenlandia: è allarme

I cambiamenti climatici stanno minacciando il nostro pianeta: in Groenlandia scioglimento record dei ghiacciai. Mai così presto

Scioglimento record dei ghiacciai in Groenlandia (© Ovchinnikova_Irina-Shutterstock.com)

GROENLANDIA - Nuovo record negativo in termini di cambiamenti climatici: la calotta di ghiaccio della Groenlandia si sta sciogliendo troppo velocemente e troppo presto rispetto a quanto begli scorsi anni. Gli esperti dell’Istituto meteorologico danese hanno rilevato che lunedì 11 aprile il ghiaccio si è fuso per uno spessore di oltre un millimetro, sul 12% della superficie della calotta. Un dato che può sembrare di poco rilievo, ma che invece assume un’importanza allarmante poiché mai si era visto prima d’ora. Il record precedente risale al 5 maggio 2010, quando la massa gelata finita in mari è stata pari al 10% del totale.

Scioglimento dei ghiacciai
Lo scioglimento dei ghiacciai solitamente avviene tra giugno e settembre. Quest’anno, complici le temperature anomale che hanno fatto registrare picchi anche di 17 gradi, lo scioglimento si sta verificando molto prima del previsto, mettendo in allarme tutti gli scienziati del pianeta. "Si tratta di una situazione sorprendente, con basse pressioni ad ovest e ad est della Groenlandia che formano una cappa di calore sull'intero Paese", ha detto Martin Stendel, dell'istituto danese. Le temperature che, infatti, si sono registrate in questi giorni sono tipiche a quelle del mese di luglio. Questa situazione meteorologica che comporta la fusione è causata da una massa di aria proveniente dal sud ovest, che porta pioggia lungo la costa.  A Kangerlussuaq è stata misurata una massima giornaliera di 17,8 ° C.

Distacco di iceberg dalla piattaforma del Nansen
il 7 aprile 2016 dalla piattaforma di ghiaccio del Nansen in Antartide una imponente massa di ghiaccio delle dimensioni di circa 150-160 chilometri quadri si è staccata dando vita a due grossi icebergs. Durante l'ultimo secolo, solo altre due volte simili masse di ghiaccio si sono staccate dalla stessa piattaforma: una distesa di ghiaccio che si trova appena a sud della Stazione Italiana costiera Mario Zucchelli. «Negli ultimi anni in questa piattaforma si era formata una grande frattura, che nel tempo si era allarga ed estesa fino al punto di far presagire un distacco massivo - spiega Vito Vitale dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISAC-CNR) -. Le piattaforme galleggianti che circondano le coste del continente Antartico sono soggette a un equilibrio molto più delicato e rispondono con maggiore sensibilità ai cambiamenti climatici rispetto al ghiaccio che si trova sulla terraferma. E ciò a causa del fatto che esse sono soggette a fondersi da entrambi i lati: alla superficie in conseguenza dell'aumento di temperatura dell'aria; dal fondo in conseguenza dell'aumento di temperatura delle acque oceaniche. E che tali processi che indeboliscono la piattaforma si combinano con i naturali movimenti provocati dalle maree, dalle onde e dalle correnti marine». Per quanto spettacolare questa attività è determinata in parte anche dai cambiamenti climatici che determina un graduale scioglimento delle masse. Siamo di fronte a un problema di portata globale che dobbiamo risolvere al più presto.