24 marzo 2017
Aggiornato 22:30
growitapp

Come combattere l'abbandono delle app. Cos'è l'App Engagement

L'App Engagement è l'insieme delle strategie e delle modalità per coinvolgere attivamente gli utenti all'interno delle applicazioni. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Francesco Ronchi, CEO di Synesthesia ed esperto di app engagement

Come combattere l'abbandono delle app. Cos'è l'App Engagement (© Shutterstock.com)

TORINO - 900 miliardi di ore. E’ il tempo che abbiamo trascorso nel 2016 davanti allo schermo del nostro smartphone, tempo aumentato del 20% rispetto solo a un’anno fa. Per buona parte del nostro tempo stiamo sulle app, i cui download sono aumentati del 40%, così come i guadagni degli sviluppatori che nel 2016 hanno ricevuto ricavi per 89 miliardi di dollari. E se sommiamo il 30% che si tengono gli store, allora saliamo a 120 miliardi totali. Solo lo scorso anno sono state scaricate 90 miliardi di applicazioni (secondo il report di App Annie). E continuamo a svilupparne a popolare questo mondo di app per tutti i servizi che produciamo. Però usiamo sempre le stesse, come Facebook. E allora chi sviluppa un’app come può districarsi in questa Babele? Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Francesco Rochi, CEO di Synesthesia ed esperto di App Engagement. Ecco cosa ci ha raccontato.

Cosa sta accadendo il mercato delle app? I dati ci dicono che trascorriamo buona parte del nostro tempo sulle app, ma che ne scarichiamo davvero poche e utilizziamo sempre le stesse. É vero?

In effetti è proprio così. Il 90% del tempo speso per fruire di servizi online da smartphone è di fatto tempo speso sulle app. Ma sono per la maggior parte app dei "big": le applicazioni di Facebook (Facebook, Whatsapp, Messenger, Instagram, ...) e di Google (Gmail, Maps, YouTube, Google Search, ...) fagocitano la maggior parte del nostro tempo. Scarichiamo anche le altre app, ma mediamente non le usiamo molto e tendiamo ad abbandonarle rapidamente, indipendentemente dalla loro utilità.

Che cos’è l’app engagement? A cosa serve?

E' l'insieme delle strategie e delle modalità per coinvolgere attivamente gli utenti all'interno delle applicazioni. L'uso intelligente di notifiche profilate, sistemi di proximity marketing, messaggi in-app e altre tecnologie è oggi fondamentale per sperare di avere successo con la propria mobile app.

In che modo l’app engagement può migliorare la conversione dell’app?

Ogni settimana vengono pubblicate migliaia e migliaia di nuove app sugli store. Oggi ne sono disponibili oltre quattro milioni. Emergere e farsi notare in uno scenario così competitivo è molto complesso. La "discoverability" delle app è un tema fondamentale, che implica competenze di ASO e di promozione delle app. Ma nel momento in cui una app viene effettivamente scaricata e installata, dobbiamo fare i conti con il fatto che una app su quattro verrà utilizzata una sola volta, e poi mai più aperta. In media dopo tre mesi dall'installazione meno del 20% degli utenti usano ancora una app. Ecco, l'app engagement è fondamentale per poter diminuire l' "abbandono" dell'app, e aumentare il numero di utenti "attivi" portandoli progressivamente verso la "conversione in app", che è poi il vero motivo per viene sviluppata una applicazione (la vendita di un prodotto/servizio, la visualizzazione di molte schermate, la raccolta di dati profilati, la brand awareness o altro ancora).

Cos'è l'ASO e come influisce sui download di una app?

L'ASO, abbreviazione di "App Store Optimization" rappresenta l'analogo per le App della "SEO, Search Engine Optimization». Di fatto consiste nella creazione di una "scheda" della applicazione più completa ed efficace possibile, lavorando su tutti gli aspetti: copy (il nome della app, la descrizione), immagini (le schermate, l'immagine di presentazione t e l'eventuale video), le keyword. Il tutto declinato per ogni piattaforma e mercato/paese "target" della app. Com una buona ASO si arriva anche a raddoppiare il numero di download, dato che migliora la discoverability (è più facile per l'utente trovare la app), il posizionamento e la propensione al download o all'acquisto (grazie ad una migliore percezione del prodotto).

Che cos’è GrowItApp? E come è nata la vostra startup?

GrowItApp nasce da una costola di Synesthesia, una società da anni conosciuta e rinomata per la realizzazione app e soluzioni su mobile, con l'obiettivo di diventare uno spin-off indipendente sul mercato. Potremmo definire GrowItApp come un insieme di servizi per il digital mobile marketing. Tocca tutti gli aspetti che ti dicevo prima, dall'App Store Optimization alla promozione delle app, dalle strategie e modalità di engagement al supporto nella mobile analytics, dalla user interaction al testing. Puntando contemporaneamente anche sui trend emergenti del mobile, come BOT, intelligenza artificiale e molto altro. La startup nasce dall'incontro tra  me, Francesco Ronchi, CEO e founder di Synesthesia, e Daniele Biolatti, consulente e formatore di digital marketing con alle spalle numerosi anni di esperienza proprio nell'ambito del mobile app marketing.

Quali sono i vostri obiettivi?

La nascita di GrowItApp risponde ad una precisa osservazione del mercato italiano, in cui esiste un vero e proprio gap nell'offerta di servizi mirati di Mobile Marketing per i publisher di app. Anche le agenzie più grandi e blasonate spesso hanno un approccio troppo semplicistico e limitato al problema, mentre quelle medio/piccole non hanno le competenze e gli strumenti necessari. Il primo obiettivo è quindi riempire questo spazio, anche attraverso la "evangelizzazione" dei clienti, che a volte non (ri)conoscono ancora il valore di questo approccio. Vogliamo essere riconosciuti come partner affidabili sia dai clienti finali come aziende, brand, startup e publisher in generale, che dalle agenzie e dalle software house, che vogliano proporre questi ormai imprescindibili servizi ai propri clienti. Per il futuro un po' meno prossimo, guardiamo ai mercati al di fuori dei confini nazionali.