28 marzo 2017
Aggiornato 15:30
silicon valley in testa

Le 10 migliori città dove lanciare una startup

Sparkslab Global Venture ha stilato un rapporto all’interno del quale è possibile trovare la lista dei 10 migliori posti nel mondo per lanciare la propria startup

Le 10 migliori città dove lanciare una starup (© )

ROMA - Qual è il posto migliore per mettere in piedi una startup e per far sì che questa cresca esponenzialmente ambendo a un’exit milionaria? Ecosistemi fertili che si alimentano non solo grazie al now how messo a disposizione da mentor di eccellenza, ma soprattutto grazie a governi che hanno deciso di investire in innovazione e ad aziende che fanno Open Innovation. Sparkslab Global Venture ha stilato un rapporto all’interno del quale è possibile trovare la lista dei 10 migliori posti nel mondo per lanciare la propria startup.  La top ten è stata stilata prendendo come parametri di riferimento i talenti nel campo dell’energia, il numero di imprenditori e mentor, le infrastrutture tecniche, il funding ecosistem, la cultura imprenditoriale, le infrastrutture politiche e le fondamenta economiche.

1. Silicon Valley
Resta è resterà ancora per molto tempo il luogo più adatto per far crescere la propria startup. Pioniere in assoluto per ciò che attiene al settore dell’innovazione e della tecnologia, questo luogo racchiude in sé non solo l’esperienza dei grandi big, ma rappresenta un’isola paradisiaca dove il successo è quasi scontato. E’ forse più uno stato mentale che fisiologico, come se in Silicon Valley si fosse sicuri che, in un modo o nell’altro, tutte le porte possano essere aperte. E’ la patria di Pandora, GoPro e LinkedIn. Di startup come AirBnb, Uber e Slack che oggi sono i veri unicorni della realtà imprenditoriale innovativa.

2. Stoccolma
Al secondo posto troviamo una città europea, una vera e propria sorpresa. In questa città, secondo il rapporto Ericsson,  esiste «una correlazione positiva tra lo sviluppo sociale ed economico e la crescente maturità ICT della città». La Scandinavia, di fatto, rappresenta il miglior ecosistema per lanciare la propria startup. Non solo talenti altamente innovativi e idee che fuoriescono da tutti i pori. La forza della scaleup scandinave sta, soprattutto, nella loro capacità di attirare capitali. Nel 2015 hanno raccolto 6,5 miliardi di dollari, per la maggior parte derivanti da fondi di venture capital. Una cifra irrisoria se paragonata ai finanziamenti per startup inglesi (11 miliardi), ma che diventa interessante se confrontata al Pil. I paesi scandinavi hanno, infatti, destinato alle startup lo 0,5% del Pil. Nel Regno Unito si attesta al 0,42%, mentre a Berlino e Parigi non si va oltre lo 0,15%.

3. Tel Aviv
Al terzo gradino del podio troviamo Tel Aviv, la  simbolica capitale della vera Startup Nation, Israele. Sono anni ormai che il paese punta sull’innovazione di sistema. Israele vanta attualmente il più alto numero di aziende high tech per abitante: quasi cinquemila per otto milioni di persone. Una ogni milleseicento. Meglio ripeterlo: 1 impresa IT ogni 1.600 abitanti. Come può un paese di appena 8 milioni di abitati, circondato da nemici, essere il secondo polo mondiale della tecnologia? Il sistema israeliano, vuoi per ragioni storiche, culturali, militari, ha un mercato interno molto limitato. Ragione che spinge le startup nascenti a pensare già in grande, puntando lo sguardo oltre i confini, cosa che agli startupper italiani spesso manca, focalizzati, almeno in prima battuta, al mercato nazionale. Inoltre mentre nella Silicon Valley è strettissimo il connubio tra università e impresa, in Israele è il Governo ad aver creato un ecosistema legale e fiscale ideale per far sviluppare le idee più innovative e le imprese più dinamiche. E’ il Governo quindi che fa crescere l’economia e attira capitali, oltre alle multinazionali che investono sul territorio. Una manna per le startup che si trovano all’interno di un sistema di open innovation tra i più proficui del mondo. Ecco perché il ricco ecosistema dell’innovazione israeliano ha attirato oltre il 25% delle multinazionali globali che hanno insediato qui i loro R&D lab.

Tel Aviv

Tel Aviv (© )

4. New York
L’asso nella manica di New York sono gli investitori. E’ una città fiorente sotto il punto di vista del Fundraising e non è raro che gli imprenditori decidano di fare una capatina nella Grande Mela per attirare la loro attenzione. Si tratta di un ecosistema che cresce molto rapidamente e rappresenta un’ottima opportunità soprattutto per le startup prettamente Tech.  Un tempo porto d’approdo dei grandi flussi migratori, oggi è propria quella multiculturalità di cui è dotata questa città a fare la differenza.

5. Los Angeles
In questa città sono nati ben 12 unicorni tra cui possiamo annoverare SpaceX, Snapchat e Oculus. Città fiorente e famosa in tutto il mondo, ha puntato molto negli ultimi anni sulla realtà virtuale: qui si concentrano, infatti, tra le migliori aziende del settore, alla conquista del primato in tutto il mondo. Ottima anche la percentuale di business angels e di venture capital. Ovviamente la crescita di un ecosistema innovativo e tecnologico fiorente è dovuto soprattutto al fatto che Los Angeles è la capitale mondiale dell’intrattenimento e dello spettacolo, cosa che ha facilitato lo sviluppo delle numerose realtà del settore. Il caso più noto è rappresentato dalla «Honest Company» di cui l’attrice Jessica Alba è co-founder. L’azienda si occupa della produzione di prodotti per la casa non tossici e, a cinque anni dalla sua fondazione, oggi vale quasi 2 miliardi di dollari.

6. Pechino
Sesto posto per Pechino, una delle città più fiorenti a livello di innovazione e cultura imprenditoriale. Può contare, infatti, su un numero impressionante di spazi di co-working, eventi per startup e venture capital. La città non rappresenta solo ed esclusivamente un centro fondamentale per il tech, il business, la politica e la cultura cinese, ma si tratta in assoluto del più grande mercato al mondo in termini di early adopters per le nuove tecnologie e per i nuovi trend di consumo.

7. Seoul
Andiamo in Corea del Sud e alla settima posizione troviamo la città di Seoul. Esistono principalmente due fattori che hanno determinato l’espansione di questa città in termini tecnologici. Il primo fattore è che il 40% della popolazione sud coreana vive a Seoul: stiamo parlando di più di 10 milioni di abitanti dotati di una cultura digitale impressionante. Il secondo vantaggio è rappresentato dalla presenza di infrastrutture tra le più avanzate che permettono a Seoul di sfornare un numero di esperti come poche altre città al mondo. In più Seoul può essere considerata la città più connessa al mondo. Qui sono le infrastrutture a fare la differenza e la cultura digitale ormai radicata nella maggior parte della popolazione.

8. Boston
Boston rappresenta una delle città più importanti per il panorama innovativo, perché le ricerche più importanti e significative nascono proprio dai suoi poli scientifici e universitari come MIT, Harvard, Boston University. Sono proprio questi i fattori principali che permettono alla città di piazzarsi all’ottavo posto della classifica potendo contare sulla presenza di otto unicorni.

9. Londra
Malgrado Londra rappresenti una città all’avanguardia se si rimane nei confini europei, certo non si può dire sia all’altezza delle capitali americane. Poco conta, di fatto, rappresenta comunque un ecosistema piuttosto fiorente e neppure così lontano da casa. Molto probabilmente l’incertezza causata dal «fattore Brexit» non ha giovato particolarmente ai fini della posizione in classifica della capitale del Regno Unito che resta comunque tra le più importanti del mondo. Qui è il regno del FinTech e Londra rappresenta un unicum. Infatti, molto probabilmente, si tratta dell’unico luogo al mondo dove poter trovare una così straordinaria combinazione di talenti e businessman con esperienza in settori estremamente eterogenei. Ottimo il settore degli investimenti.

Londra

Londra (© )

10. Berlino
I vantaggi più significativi offerti dalla città sono essenzialmente due, il basso costo della vita (soprattutto rispetto ad altri centri europei come Londra o Stoccolma) e l’enorme attrattività che la città nel corso degli ultimi anni è riuscita ad esercitare nei confronti di talenti e startupper provenienti da ogni angolo del Vecchio Continente. Dopo il fenomeno della Brexit, Berlino è stata annoverata tra le città che avrebbe potuto prendere il posto di Londra come hub tecnologico di riferimento.  Sicuramente per poter comprendere veramente quanto grande sia stato e sarà l’impatto che quest’ultimo ha avuto sull’intero ecosistema europeo, abbiamo bisogno di attendere ancora un po’.