28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
digitale

Home food, quando la tradizione si fa smart: Le Cesarine

Le Cesarine sono un network di massie, custodi della tradizione culinaria di un tempo, pronte a offrire il proprio sapere e la propria casa per una gustosissima cena

(© Le Cesarine)

BOLOGNA - Un po’ tradizione, un po’ digitale. E pensare che quando sono nate loro, Le Cesarine, la sharing economy manco esisteva, almeno qui in Italia. Era il 2004 quando la professoressa Egeria Di Nallo, antropologa e docente all'Università di Bologna, fondò quella che si può dire la realtà pioniera dell’home restaurant, probabilmente ignara che da lì a qualche anno sarebbe diventato un fenomeno di largo consumo. «Pochi sapevano cos’era Internet e Le Cesarine lavoravano grazie al passaparola», ci racconta l’attuale direttore Giorgio Ciani.

Un network di massaie
Ma andiamo con ordine. Le Cesarine sono un network di quasi 300 massaie sparse per tutta Italia che, aiutate oggi dalla potenza di Internet, aprono le porte della loro casa, mettendo a disposizione le loro capacità cucinarie (non è un errore di battitura, ma un vero e proprio modo di dire comune di questo network e in particolare della fondatrice Egeria Di Nallo) a disposizione della community. «Quando io e il mio socio Davide Maggi abbiamo conosciuto la professoressa, Le Cesarine erano un’associazione e, di fatto, lo sono ancora - ci racconta Giorgio -. Egeria cominciò a chiederci di costruirle un sito internet, di quelli moderni, finendo poi per offrirci l’intero pacchetto. E così Davide ha fondato una start up innovativa, mantenendo Egeria come presidente onoraria, e io ne sono diventato direttore».

La tradizione culinaria come mission
A fare parte del network de Le Cesarine, sono le massaie di una volta, le vere custodi di quel patrimonio enogastronomico tipico del nostro Paese e che tutto il mondo ci invidia. Mettono a disposizione il loro sapere, cucinando per chi voglia gustarsi le prelibatezze italiane che provengono dalla notte dei tempi. «Ci differenziamo dagli altri social eating - ci dice Giorgio - perchè la nostra mission non è necessariamente far incontrare persone che non si conoscono davanti a un piatto di pasta. Il nostro obiettivo è far conoscere e gustare i piatti della tradizione italiana. Una cena da una delle nostre Cesarine può essere effettuata anche tra due sole persone, ad esempio». La maggior parte degli utenti che usufruiscono di questo servizio è, infatti, composta da stranieri, alla ricerca di una vera e propria esperienza sensoriale a 360 gradi.  Il fulcro di questo servizio è quindi la cucina, gli ingredienti, i sapori di una volta.

(© Le Cesarine)

L’assenza di una normativa specifica
Il pagamento della cena avviene direttamente tramite il sito, dopo aver scelto la Cesarina e il suo menù, a seconda della tipologia dei piatti cucinati e della location. C’è poi un’assicurazione contro incidenti o intossicazioni, ogni Cesarina ha un’autorizzazione HACCP e un compenso annuo sotto i 5mila euro lordi. «Molte problematiche che riscontriamo sono dovute all’assenza di una normativa specifica relativa all’home restaurant, anche se stanno alla proposta di legge in discussione al Parlamento dovremmo rispettare la maggior parte dei parametri che stanno per essere definiti legalmente dalla stessa», ci dice Giorgio.

Pensare in grande
Insomma, un mondo dentro un mondo, quello delle Cesarine che tramandano da decenni le ricette antiche della tradizione italiana, unendo la passione per il buon  gusto al digitale che senza dubbio ha facilitato la loro espansione, soprattutto con l’avvento della sharing economy. Ma non è tutto. Dopo aver partecipato a Expo 2015 e aver ricevuto l’interesse anche del New York Times, i sogni si fanno sempre più consistenti: «Sarebbe bello avere delle Cesarine oltre Oceano - conclude Giorgio -. Per ora stiamo cercando di sperimentare il servizio a domicilio, di modo che possa essere fattibile esplorare il mondo della cucina italiana anche a casa propria».