19 gennaio 2017
Aggiornato 22:00
foodtech

Im2Calories, l'app di Google che conta le calorie dalle foto del cibo

Im2Calories è capace di stimare la quantità di calorie presenti in un cibo semplicemente da una fotografia. La tecnologia di intelligenza artificiale è già stata brevettata da Google, ma per il lancio dovrà essere raggiunta un'accuratezza di almeno il 30%

Im2Calories, l'app di Google che conta le calorie dalle foto del cibo (© Shutterstock.com)

ROMA - FoodTech e intelligenza artificiale rappresentano due delle più importanti frontiere per il prossimo futuro. Da una parte gli utenti sempre più attenti a ciò che mettono sotto di denti, dall’altra le Big Company che si spostano verso tecnologie sempre più custom e capaci di interagire ad hoc con chi le utilizza. Ne è un esempio lampante Google che sta sempre più puntando sul deap learning.

L’app di Google che ti conta le calorie
I ricercatori di Big G, in particolare, si stanno concentrando sull’intelligenza artificiale applicata al mondo del cibo. E l’hanno fatto sviluppando Im2Calories, l’app che, attraverso le foto che scattiamo ai nostri piatti, è capace non solo di riconoscere la pietanza, ma altresì di stimarne le calorie. Attraverso l’immagine l’algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato da Google è in grado di scomporre gli alimenti presenti nel piatto e dare un’idea delle calorie sulla base della dimensione dei singoli cibi, nonché dei condimenti utilizzati. E tutto questo senza la necessità di fare scatti ad alta risoluzione: è sufficiente la fotocamera del proprio smartphone.

Il riconoscimento dei pixel
La tecnologia sviluppata da Google tende alla massima precisione quando il suo utilizzo diventa più frequente. In questo modo non è necessario inserire manualmente nell’app i vari alimenti per formare un data base in backend. Im2Calories, infatti, si concentra sui pixel dell’immagine: questo significa che maggiore sarà il numero di immagini disponibili, più accurato sarà il riconoscimento dei cibi e la stima delle loro calorie.

Il fenomeno del FoodPorn
Si tratta di una tecnologia in via di sviluppo (sotto brevetto) che potrà essere lanciata sul mercato quando raggiungerà un’accuratezza di identificazione dei cibi pari al 30%. E che va ad associarsi a quell’altro grande fenomeno del FoodPorn che sta spopolando soprattutto su Instagram. L’avvento dei social ci ha reso possibile condividere con gli altri qualsiasi cosa, dagli stati d’animo, alle foto di viaggi così come le foto di cibi succulenti, hamburger che strabordano di salse e patatine rustiche. Che poi il termine foodporn ha origini quasi antiche rispetto al dilagare dei social. E’ apparso per la prima volta nel 1984, nel libro Female Desire-Women’s. Sexuality today, della scrittrice femminista Rosalind Coward. La presentazione del cibo, l’estetica del piatto, secondo la scrittrice, assume maggiore importanza della persona che l’ha cucinato, degli ingredienti che ha utilizzato e di come ha cucinato il pasto. Con l’avvento dei social media e delle applicazioni il foodporn è poi dilagato un po’ ovunque, lasciando i confini delle mura domestiche per trasformarsi in digitale. Dove ha raggiunto il suo apice.