23 gennaio 2017
Aggiornato 19:30
9 gennaio 2007

Dieci anni di iPhone, l'incredibile storia del touch screen e di Internet

Era il 9 gennaio del 2007 quando Steve Jobs, a San Francisco, lanciava il primo iPhone e la rivoluzione del touch screen. Il telefono che cambiò per sempre il nostro modo di vivere

TORINO - Sarà che quel dolcevita nero, jeans e scarpette da ginnastica li ricorderemo finché campiamo. Sarà perchè le sue frasi riecheggiano nelle nostre teste e tra gli aforismi di Facebook. Sarà che Steve Jobs ha fatto la storia della nostra generazione, non solo per la caparbietà e l’intelligenza, ma soprattutto per i risultati raggiunti. E chissà come sarebbe andata se il 9 gennaio 2017 avesse potuto festeggiare anche lui i 10 anni del mitico iPhone. Era il 9 gennaio del 2007 quando Steve Jobs lancio il primo iPhone della storia, dando inizio a quella che fu una vera e propria rivoluzione.

La rivoluzione del touch screen
Si chiamava Edge o 2G. Display decisamente più piccolo rispetto agli attuali e niente tastiera: al suo posto il magico touch che ha mandato in bisbiglio il mondo intero: «Il miglior puntatore con cui siamo nati», aveva detto proprio il suo CEO. E chi l’avrebbe mai detto che da lì in avanti la tastiera sarebbe andata piano piano svanendo? Già, quel telefonino con il touch, quel giorno, cambiò letteralmente le nostre vite.

«I telefoni più avanzati si chiamano «smartphone», così dicono. In genere abbinano telefono, email e un minimo di servizio Internet. Il problema è che non sono così smart né così facili da usare. Anzi, sono davvero complicati. Quello che vogliamo fare è realizzare un prodotto che li surclassi, che sia molto più smart di ogni altro dispositivo mobile e super facile da usare. Perciò abbiamo deciso di reinventare il telefono cominciando da un’interfaccia utente rivoluzionaria». Steve Jobs.

iPhone 4

iPhone 4 (© )

Internet sullo smartphone
Malgrado siano passati solo 10 anni, ci sono decenni di differenza da quel giorno e oggi. A partire dall’uso della rete. Nel 2007 l’Italia era un paese che Internet manco sapeva cos’era: meno della metà delle famiglie aveva un pc in casa e Internet, secondo la maggior parte delle persone, era troppo difficile o troppo inutile da usare. Già, perchè oltre al touch screen l’altra rivoluzione di Steve Jobs, passava per Internet. Dieci anni fa, stare attaccati al computer a casa, significava occupare la linea telefonica. Solo il 10% circa si collegava alla rete via smartphone. E poi niente app, niente Facebook. L’iPhone ha, di fatto, dato il via alla generazione dell’uomo-smartphone, diciamo anche schiavo di una connessione perenne. Modelli sempre più avanzati di cellulari e con i quali si poteva accedere sempre più facilmente alla rete. Nel 2008, infatti, Steve Jobs annunciò il nuovo iPhone 3G che combinava alle funzionalità già disponibili le prestazioni offerte dalle reti 3G. A luglio dello stesso anno fu attivato anche l'App Store, aprendo al mondo delle applicazioni e degli sviluppatori. E da lì poi è stata un’ascesa.

Il mondo delle app e la connessione perenne
Con Apple e l’iPhone nasce il mondo delle app, dei servizi di messaggistica come WhatsApp e, magia delle magie, i social network, con Facebook in testa. Stiamo parlando di servizi che in meno di 10 anni sono diventati indispensabili per il 70% degli utenti, mentre nel 2007 erano appena il 22%. Una vera e propria rivoluzione. Secondo l’Istat, all’epoca, la maggior parte degli italiani usava la rete per mandare e ricevere mail. Oggi il 50% degli utenti sta sui social network. Se siamo tanto indietro quanto a banda larga, fibra ottica e copertura di rete, di certo non si può dire che a noi italiani non piacciano i social network. Ne facciamo un uso smodato, soprattutto via mobile. Secondo il rapporto Digital 2016 di We are Social, siamo tra i più entusiasti utenti di Facebook. Se una televisione ce l’hanno e la guardano ancora quasi tutti (il 97,5% della popolazione), a segnare un boom sono stati i vari servizi per la televisione on demand via web, con anche la complicità di Netflix che è arrivato proprio a ottobre 2015 e che ha avuto il 2016 per diventare un attore fondamentale sulla scena, insieme a NOW TV, Premium Online, Chili e così via. Basti pensare che la mobile tv contava una decina d’anni fa, nel 2007, un esiguo 1% di spettatori, e ora è più che decuplicato all’11,2%; la web tv invece riguarda un quarto degli italiani (il 24,4%).

iPhone 6

iPhone 6 (© )

«Di tanto in tanto arriva un nuovo rivoluzionario prodotto che cambia ogni cosa.  Chi riesce a lavorare alla creazione anche di uno solo di essi può davvero dirsi fortunato.  Un Ipod, un telefono e un dispositivo di comunicazione Internet. Avete capito bene? Non si tratta di tre prodotti distinti. Ma di un solo prodotto. E lo abbiamo chiamato IPhone. Oggi Apple reinventa il telefono». Steve Jobs.

Lo status simbol
Dieci anni di successi che hanno rimodellato, plasmato e trasformato la società. E tutto a partire da quel telefonino nuovo, magico, rivoluzionario, senza tastiera e con quella tecnologia touch per cui bastava un semplice polpastrello. Dopo quei giorni ci sono stati i nuovi modelli, il design sempre più raffinato, le code davanti agli Apple Store per avere il primo melafonino della serie, ci sono stati gli accampamenti con tende e zaini per aspettare l’apertura dei negozi. E le pubblicità, quelle pubblicità studiate nei minimi dettagli e che ti facevano piangere. L’iPhone è stato ed è ancora un fenomeno sociale, uno status simbol. Un telefono che diventa uno strumento per far parte di una società. Una cosa incredibile. Il prossimo appuntamento è per settembre 2017, con l'iPhone del decennale che secondo le indiscrezioni sarà totalmente rinnovato.