28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
interviste

Nannini (Impact Hub Milano): «Investire in realtà a impatto sociale, per il bene di tutti»

A parlare è Marco Nannini, CEO di Impact Hub Milano, dopo l'entrata nel gruppo di nuovi soci e l'obiettivo di creare un fondo di investimento pari a 40-50 milioni di euro

Marco Nannini (© Impact Hub Milano)

MILANO - «Volevamo avere più investimenti e soprattutto qualcun altro che entrasse a far parte del nostro mondo». Ci sono nuove possibilità di crescita e più networking nel futuro di Impact Hub Milano, oltre alla nuova sede recentemente aperta in via Aosta, quartiere fiorente del capoluogo lombardo. Un progetto che mira a creare opportunità e risorse soprattutto per chi ci sta intorno, i cittadini, come ci spiega Marco Nannini, CEO di Impact Hub Milano.

Più soci e più fondi
E così, oltre agli spazi, l’incubatore di startup milanese ha aperto le braccia anche a chi ha deciso di credere nel progetto. «I nuovi soci sono tutti amici di vecchia data e business angels - continua Marco - conosciuti durante il mio percorso imprenditoriale. Siamo un gruppo eterogeneo e variegato con esperienze diverse. Avevamo bisogno di loro per allargare la famiglia e per dare una possibilità in più alle nostre startup attraverso un fondo di impact investing». Già, perché il principale obiettivo per il prossimo anno è proprio raccogliere un plafond dal valore di circa 40-50 milioni di euro e permettere l’ingresso di altre 10 startup all’interno del programma di accelerazione.

Investire in impatto sociale
E tutto questo per dare maggiore linfa al settore sociale di cui appunto si occupa l’incubatore milanese. «Quando si fa impresa è fondamentale generare un impatto positivo soprattutto nei confronti delle persone e dell’ambiente che ci circonda - continua Marco -. Se durante il boom economico questo rappresentava un plus, negli anni si è un po’ persa l’attenzione verso tematiche come l’ambiente, le minoranze, l’immigrazione. Cosa che oggi non possiamo più permetterci di fare. E dobbiamo investire in tutte quelle realtà innovative che fanno del bene, che generano un impatto positivo sulla cittadinanza e sull’ambiente in cui viviamo». Già, perché quanto a cultura imprenditoriale siamo sempre stati bravi noi italiani. Ci siamo forse un po’ persi per strada con le nuove tecnologie, dove continuiamo ad arrancare lasciando spazio a lacune che, tuttavia, hanno bisogno di essere colmate.

I nuovi soci di Impact Hub Milano e i nuovi format »

Un ponte tra Milano e Torino
Oltre a famiglia e fondo rinvigorito Marco e suoi soci stanno studiando nuovi format per presentare le startup agli investitori, sia per micro-seed che per investimenti più cospicui. «Vogliamo che Impact Hub non sia solo uno spazio di coworking dove far nascere delle idee, ma vogliamo dare linfa vitale alle imprese che nascono insieme a noi - continua Marco -. Durante il prossimo anno, inoltre, verrà aperta una sede Impact Hub a Torino con cui vogliamo avere rapporti e interazioni proficue. Milano e Torino sono due città molto promettenti e la loro vicinanza deve poter rappresentare un ponte tra idee e capitali. Siamo soddisfatti della strada percorsa, ma sappiamo questo è solo l’inizio».