28 febbraio 2017
Aggiornato 15:00
si applica allo smartphone

Kissenger, il device per i baci a distanza

Il dispositivo è composto da una protesi in silicone dotata di sensori che restituiscono al destinatario delle vibrazioni quando viene baciato dall'utente

Kissenger, il device per i baci a distanza (© Kissenger)

ROMA - Non bastavano i social network e le app come Tinder a rendere i rapporti sempre più virtuali. Ora ci si può persino baciare a distanza. Complice l’aumento delle relazioni di persone che si trovano spesso in diversi luoghi del mondo, la svolta la vuol dare Kissenger, un dispositivo che si applica allo smartphone e capace di trasmettere un bacio a distanza, sfruttando per quanto possibile il contatto.

Un device per baciarsi a distanza
Lasciando la retorica e l’etica dietro la porta, il dispositivo in questione è composto da un materassino in silicone dotato di sensori, laddove il tatto è lo strumento attraverso cui viene effettuato il riconoscimento. La protesi, infatti, gestita attraverso l’app di Kissenger, permette di inviare e ricevere simultaneamente il bacio, ciascuno attraverso il proprio telefonino connesso a Facetime oppure via WhatsApp. Attraverso i sensori presenti sul materassino Kissenger trasmette il tatto (la pressione delle labbra) restituendo al destinatario delle vibrazioni.

Un oggetto forse bizzarro, ma che per molti rappresenta la nuova frontiera del mercato delle relazioni e soprattutto del sesso. Il dispositivo, presentato alla conferenza dedicata a «Love & sex with robots» di Londra non è di certo passato inosservato. «Abbiamo voluto creare un robot con silicone che fosse in grado di dare e ricevere baci sfruttando la tecnologia del mobile», spiega Emma Yann Zhang, una delle autrici del progetto della City University of London.

Domani un corpo interattivo
Per ora un device da applicare allo smartphone che permette unicamente di trasmettere un bacio (qualcuno a sostenuto che sembrava di baciare un vibratore). In futuro, però, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per creare dei veri e propri robot capaci di interagire in modo fisico, attraverso il tatto, proprio con noi, magari riproducendo i movimenti di qualcuno che si trova a chilometri e chilometri di distanza.