19 gennaio 2017
Aggiornato 22:00
nel 2016

Le sette startup (e startupper) che vi sono piaciuti di più

Siamo andati a zonzo nel nostro database e abbiamo selezionato le sette startup che abbiamo conosciuto personalmente e che vi sono piaciute di più in questo 2016

Le sette startup (e startupper) che vi sono piaciuti di più (© )

TORINO - Dalla storia di Cecilia che ha lasciato il suo posto fisso per fondare una startup che ora vale oltre 2 milioni di euro all’avventura di Giulio Gagliano che ha detto addio a Gogle per fondare un acceleratore d’impresa tutto suo. Siamo andati a zonzo nel nostro database e abbiamo selezionato le sette startup che abbiamo conosciuto personalmente e che vi sono piaciute di più. Eccole.

Sherlock
In soli 5 minuti, mentre siamo dal tabaccaio a comprare il giornale o mentre prendiamo un caffè al volo prima di andare a lavoro, vengono rubate ben 25 biciclette in tutta Europa. Sherlock è un dispositivo elettronico che può essere facilmente installato all’interno della bicicletta e risulta praticamente invisibile dall’esterno. E’ dotato di un GPS per la localizzazione in tempo reale della bicicletta, e se questa viene malauguratamente rubata, il dispositivo è in grado di inviare immediatamente una notifica sullo smartphone del ciclista che in questo modo può tracciarne subito la posizione.

Filo
Quante volte ci è capitato di perdere le chiavi di casa o il portafoglio e passare giornate a cercarli nei meandri della nostra casa, scandagliando ogni armadio o cassetto? FILO è un dispositivo molto simile a un portachiavi - ma è anche il nome della startup che lo ha inventato - che ti aiuta a ritrovare tutti i tuoi oggetti persi sfruttando la tecnologia Bluetooth.

Due Di Latte
Due Di Latte è una startup che crea abiti partendo dalla bevanda con cui siamo soliti fare colazione la mattina: il latte. Un prodotto ecosostenibile, naturale e Made in Italy. I capi, proprio perché mantengono le caratteristiche della caseina, sono morbidi, freschi. Svolgono un’azione ipoallergenica e aiutano a mantenere inalterata la temperatura corporea. Inoltre sono ecosostenibili e amici dell’ambiente.

Axieme
Axieme è la prima assicurazione in Italia che rimborsa all’utente che la stipula, una parte del premio pagato. In pieno spirito sharing economy, il modello si basa sulla collaborazione tra diversi assicurati. E’ possibile quindi entrare a far parte di una cerchia di assicurati o crearne una ex novo composta da persone fidate e che, generalmente, fanno già parte di una cerchia di conoscenze più o meno specifiche. Come per un gruppo d’acquisto, i membri della stessa «cerchia» contribuiscono al medesimo salvadanaio, condividendo il rischio che accada un sinistro. A fine anno, la parte di premio destinata al salvadanaio verrà ridistribuita ai membri della cerchia e il rimborso sarà riaccreditato direttamente sul loro conto in banca. Geniale, no?

MagicsLab
La sua è una storia particolare perché davvero pochi si sognerebbero di lasciare un posto come Google, invece Giulio Gagliano l’ha fatto, per fondare il proprio acceleratore d’impresa. Dopo una breve esperienza con realtà come Amazon e Uber nel settore marketing, arriva la chiamata di Google,11 colloqui in giro per il mondo l'Europa e poi la proposta: ritornare in Italia per scovare talenti da presentare  supportare grazie agli strumenti di Google. «Ho accettato perché era il mio sogno e forse il sogno di chiunque altro - racconta entusiasta Giulio -. Così mi sono messo a fare scouting di startup, stavo addosso agli acceleratori italiani e cercavo di capire il potenziale delle imprese innovative. Lavorare per Google è stata un’esperienza indimenticabile. Per lasciarla ho addirittura chiesto il permesso a mio padre, perché oggi abbandonare una realtà così è da folli, ma l’ho fatto».

Friendz
Una carriera già segnata, un futuro già scritto, che è cambiato per inseguire una passione. E’ la storia di Cecilia Nostro, co-fondatrice della startup Friendz. Una startup valutata oltre 2 milioni di euro, 300mila euro di finanziamento, 27 anni e tra le 100 donne più influenti nel settore digital, in Italia. «Il percorso imprenditoriale che sto portando avanti è il frutto di una ricerca molto intensa, di un desiderio, di una «necessità» - spiega Cecilia - Essere un’imprenditrice significa vivere quello che viene definito normalmente «lavoro», in un modo totalmente diverso».

Watly
«Ho speso tutta la mia vita a cercare uno scopo, qualcosa che mi facesse sentire vivo. Non volevo essere uno qualunque, un addetto alla solita catena di montaggio, malgrado abbia conosciuto moltissime persone e lavorato come manager per grandi aziende. Ci sono voluti 40 anni, ma ora Watly è la mia missione di vita». Inizia così l’intervista tra me e Marco A. Attisani, la mente italiana che ha creato Watly, un computer termodinamico capace di generare energia elettrica, acqua e connessione a internet.